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Agguato con la pistola (ad acqua) alla coppietta appartata, poi l'inseguimento e il tamponamento

La storia è sbarcata in tribunale: l'imputato è ora accusato di lesioni e danneggiamento contro quel gruppetto di giovani

Coppie che si appostano in parcheggi isolati, lontano da occhi indiscreti, per scambiarsi qualche momento di intimità e un gruppo di giovani che decidono di irrompere in quell’intimità, con scherzi insolenti e di cattivo gusto.

E’ quello che è successo ad un uomo nell’assisano che, approfittando di una calda serata d’estate, ha deciso di trascorrere qualche ora in compagnia della sua donna . La location è un parcheggio isolato, in una strada secondaria della periferia,  silenzio e tranquillità fin quando, un gruppo di giovani all’interno della propria auto, decidono di fare uno “scherzo” alla coppia.

Uno dei ragazzi scende e spruzza acqua all’interno della vettura (il finestrino era leggermente abbassato), poi torna in macchina dal gruppetto di amici e ripartono. Ma quello scherzo, ritenuto di pessimo gusto, turba l’uomo che, in compagnia della sua fidanzata, inizia ad inseguirli in macchina.

La storia è sbarcata in tribunale: l’imputato, difeso dall’avvocato Delfo Berretti, è ora accusato di lesioni e danneggiamento contro quel gruppetto di giovani. Oggi, davanti al giudice Cataldo, sono sfilati i testimoni che hanno raccontato di quella sera, in cui furono inseguiti dall’uomo (precedentemente importunato in macchina). “Avevamo paura ed abbiamo chiamato i carabinieri perché ci inseguiva e ci lampeggiava, poi ad una rotatoria ci ha addirittura tamponato”.

Ma poi, a quella chiamata, ne sarebbe sopraggiunta un’altra, con cui i ragazzi avrebbero dichiarato che la situazione era rientrata nella normalità. Anche l’odierno imputato ha allertato i militari  della situazione, richiedendo il loro intervento. Giunto in un prossiminità del parcheggio di un bar per parlare con i militari, sarebbero poi sarrivati anche i ragazzi a bordo dell'auto. 

Ed è proprio uno di loro a denunciare di essere stato minacciato dall’imputato con parole come “Vi faccio passare io la voglia di fare questi gesti, vi taglio la testa”, e di aver ricevuto un calcio. Ma è ancora un altro testimone a dichiarare che l’imputato avrebbe sollecitato semplicemente i ragazzi a perdere l’abitudine di importunare le coppie”.

Insomma, è una storia ancora tutta da chiarire, tanto che l’uomo avrebbe a sua volta sporto denuncia contro uno dei giovani per aver lanciato sassi contro la propria autovettura.  Un altro testimone ha raccontato che dopo aver avuto l’incontro faccia a faccia con l’uomo, avrebbe chiesto ai carabinieri di scortarlo fino alla macchina “per paura”, e di essere poi stato accompagnato dal padre al pronto soccorso per il presunto calcio ricevuto e per un trauma cervicale dovuto al tamponamento. Si tornerà in aula in prossimo 12 giugno con l’ascolto di un teste della difesa e uno del pubblico ministero.

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