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Promettevano soldi facili e bonus, maxi truffa stroncata dalla Finanza: così hanno raggirato più di 300 persone

Oscurati due siti internet, denunciate tre persone (tra cui un perugino): schema Ponzi per fregare le vittime

Maxi truffa con un giro d'affari di 100mila euro smantellata dalla Guardia di Finanza di Perugia. I tre responsabili dello "schema Ponzi" sono stati denunciati. Ora rischiano la sanzione dell'arresto da 6 mesi ad un anno o l'ammenda da 100.000 euro a 600.000 euro.

Le fiamme gialle, su disposizione della Procura di Perugia, hanno sequestrato e oscurato due siti web, gestiti dai tre. E' qui che i tre, secondo la ricostruzione degli investigatori, promuovevano la truffa. Uno schema piramidale, con più di 300 "vittime" in tutta Italia. Come spiegato dalla Guardia di Finanza promettevano facili guadagni e altri vantaggi economici, quali buoni carburanti, sconti del 100% per l’acquisto di auto, camper, fino addirittura un immobile. E per rendere tutto credibile, una “premiazione” con la consegna delle chiavi di un automezzo, si è tenuta in un albergo di Perugia, alla presenza di numerosi potenziali clienti.  

Come funzionava la truffa? Per “entrare nel gioco”, spiega la Finanza, la persona interessata aveva un solo obbligo: versare 390 euro e convincere almeno altre due persone a sottoscrivere il progetto. In cambio, secondo le fiamme gialle, i tre garantivano all’utente l’immediata percezione di 450 Euro in buoni carburante ed altri 50 Euro per ogni ulteriore persona che avesse aderito al progetto grazie alla sua segnalazione. E ancora. Oltre a tali benefit, il nuovo membro sarebbe stato inserito in tabelle "piramidali", composte alla base da otto partecipanti, con la prospettiva di scalare le posizioni solo procacciando nuovi utenti. Per scalare la tabella occorreva presentare almeno 32 persone.

E qui sta il problema, per chi è caduto nella trappola. Il sistema, spiegano dalla Guardia di Finanza di Perugia, basato su un accordo contrattuale a forma piramidale di “economia condivisa”, vietato dalla legge Italiana, è studiato per arricchire soltanto colui che sta al vertice del diagramma. Tutti gli altri versano la propria quota associativa, guadagnando nulla o ben poco, tanto da non poter rientrare persino della spesa iniziale.

Nello specifico, il guadagno di un soggetto aderente a tale forma contrattuale deriva esclusivamente dal reclutamento diretto o indiretto di un certo numero di soggetti che a loro volta accettano di aderire al progetto. Tuttavia, il meccanismo è destinato ad interrompersi in quanto per poter soddisfare le aspettative di tutti sarebbe necessario un numero esponenziale di partecipanti. Ma la Guardia di Finanza di Perugia ha smantellato tutto.

 

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