La concorrenza sleale, crescono i fiorai 'fai da te': "Così le aziende rischiano di collassare"

A denunciare la situazione è Federfiori Confcommercio Umbria:"In occasione dell’8 marzo l’abusivismo nel settore fiori è stato molto più accentuato che per la festa degli innamorati"

“Mimose saccheggiate il più delle volte direttamente da qualche albero, talvolta l’aggiunta di un altro fiorellino striminzito, confezione alla bell’è meglio e voilà:  l’omaggio floreale abusivo dell’8 marzo è pronto per essere spacciato ad ogni semaforo e angolo di strada”. E quest’anno - denuncia Federfiori Confcommercio Umbria - il fenomeno dell’abusivismo si è manifestato in modo più clamoroso e arrogante del solito, “complice la cronica, reiterata mancanza di controlli”.

“In questo 8 marzo - sottolinea il presidente Federfiori Confcommercio Umbria Renato Ceccarelli - c’è stata una vera e propria invasione di abusivi, che talvolta hanno manifestato anche un atteggiamento “aggressivo”: più di un consumatore ci ha segnalato di essere stato addirittura “inseguito” dai venditori abusivi di mimose, altri che ai semafori hanno rischiato di mettere sotto persone che si lanciavano letteralmente tra le auto per offrire la loro merce.

Una situazione intollerabile, le imprese del settore sono esasperate e ridotte alla canna del gas. In un mercato già asfittico, con le tasse, ad esempio quella di occupazione del suolo pubblico, che aumentano sempre più, e i ricavi che stanno andando a picco, l’esplosione incontrollata degli abusivi è la goccia che fa traboccare il vaso.

Le imprese di settore – continua Ceccarelli - hanno già una concorrenza molto forte da parte della Distribuzione Organizzata e subiscono controlli e  verifiche di ogni tipo, mentre contro l’abusivismo, fenomeno che denunciamo da decenni, non si è fatto nulla, né approntato quel sistema efficace e pervasivo di controlli che chiediamo da sempre.

Gli imprenditori sono davvero esasperati, e stanno pensando a forme di mobilitazione. E’ inaccettabile che chi segue le regole e paga le tasse debba soccombere alla concorrenza sleale, nella totale disattenzione delle istituzioni”.

"In occasione dell’8 marzo l’abusivismo nel settore fiori è stato molto più accentuato che per la festa degli innamorati, il 14 febbraio: questo ha una spiegazione nel fatto che per San Valentino chi regala fiori vuole un mazzo più elaborato, e per gli abusivi si tratta di un investimento eccessivo. Invece con il taglio della mimosa “fai da te”,  la festa della donna è stata una apoteosi dell’offerta senza regole."

Ma cosa c’è dietro a questo fenomeno? “Per quello che siamo in grado di verificare  – spiega Ceccarelli – non possiamo parlare di vere e proprio organizzazioni che gestiscono le vendite abusive di fiori, ma piuttosto di una “guerra tra  disperati”: disperati loro, disperati i fioristi che questo 8 marzo – complice anche il clima - hanno chiuso con incassi pessimi, mentre queste ricorrenze chiave dovrebbero rappresentare il momento clou di guadagno durante l’anno”.

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“Le imprese del settore, tuttavia, non possono pagare il prezzo – oltre che della crisi  e delle nuove regole distributive  – del disagio sociale.  Anche noi siamo vittime, che però sono stanche di subire. Se la nostra non torna ad essere una economia delle regole, sarà un’economia senza futuro, che farà chiudere centinaia di imprese oneste e perdere migliaia di posti di lavoro. Ci chiediamo una volta di più se le istituzioni ne siano consapevoli”.

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