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Psicosi da coronavirus, donazioni di sangue in forte calo. L'appello di Coletto: "Nessun rischio per i donatori. Massima sicurezza"

L’assessore Coletto ha invitato quindi i donatori abituali e i cittadini a informarsi solo da fonti ufficiali e a proseguire con tranquillità le attività di donazione di sangue

“La donazione di sangue non costituisce un fattore di rischio per la trasmissione del coronavirus e i donatori possono continuare con tranquillità a farlo”: la rassicurazione arriva dall’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto. Purtroppo la psicosi da coronavirus sta iniziando a provocare in Italia e anche in Umbria un rallentamento delle donazioni di sangue. Nella nostra regione non c'è una emergenza in fatto di scorte del plasma, ma se questo rallentamento dovesse ripetersi nei giorni a venire, potrebbe avere serie ripercussioni a livello sanitario, 

L’assessore Coletto ha invitato quindi i donatori abituali e i cittadini a informarsi solo da fonti ufficiali e a proseguire con tranquillità le attività di donazione di sangue ed emocomponenti presso i Centri Trasfusionali e le Unità di Raccolta della regione per garantire tutte le attività sanitarie che richiedono il supporto trasfusionale.

“Non sono state documentate trasmissioni del virus mediante la trasfusione di emocomponenti e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale – spiega il coordinatore della Struttura Regionale di Coordinamento Sangue dell’Umbria, Mauro Marchesi - ma in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono state rafforzate le misure di sorveglianza anamnestica sul donatore di sangue. E’ proprio il principio di massima precauzione che consente al sistema trasfusionale del nostro, paese di assicurare qualità e sicurezza”.

Le raccomandazioni da seguire sono sempre le stesse ed è fondamentale il criterio dell'autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre. Si precisa che comunque la selezione del donatore è fatta sempre ed esclusivamente dal medico che esegue l’anamnesi anche in base al questionario che il donatore compila, invitandolo a contattare il servizio trasfusionale anche per eventi patologici susseguenti alla donazione.

Ad oggi è prevista la sospensione temporanea di 28 giorni solo nei seguenti casi: donatori rientrati da un soggiorno nella Repubblica Popolare Cinese; donatori che siano transitati ed abbiano sostato nei Comuni interessati dalle misure di contenimento del contagio dal 1° febbraio 2020; donatori venuti a contatto con soggetti che hanno contratto l'infezione; donatori che hanno manifestato sintomi compatibili con infezione da virus respiratorio (febbre +37,5°, mal di gola, rinorrea, difficoltà respiratorie). Non sono previsti al momenti criteri restrittivi oltre quelli su indicati.

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