Dà del "ciarlatano" a Salvini su Facebook, chiesti 30mila euro di risarcimento

Il ministro e leader della Lega si è costituito parte civile contro un cittadino di Montone che aveva scritto presunte frasi diffamatorie sui social. L'avvocato del Capitano: se risarciti daremo tutto in beneficenza

Un post diffamante nei confronti del ministro Matteo Salvini scritto sulla pagina Facebook della Lega di Todi ha portato in tribunale, con citazione diretta a giudizio, un cittadino di Montone con l’accusa di diffamazione e una richiesta di risarcimento di 30mila euro.

L’uomo, difeso dall’avvocato Ilaria Iannucci, aveva scritto un post il 17 luglio del 2017 di questo tenore: “Ma Salvini il Ciarlatano che ruba lo stipendio europeo con il 90% di assenteismo … lo avete assurto a idolo di Todi … Servi senza cervello”.

Salvini all’epoca era solo leader della Lega e non ministro, aveva subito querelato l’uomo e tramite l’avvocato Claudia Eccher si è costituito parte civile. Il difensore del ministro ha affermato che l’eventuale risarcimento verrà devoluto in beneficenza. Sempre secondo l’avvocato Eccher l’accusa di assenteismo è sbagliata in quanto Salvini ha preso parte al 79% delle sedute plenarie del Parlamento europeo e, quindi, non corrisponde al vero quanto scritto su Facebook.

L’udienza è stata rinviata per sentire proprio il ministro, il quale ha mandato una giustificazione di legittimo impedimento.

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