Cronaca

Coronavirus, l'Umbria dà il via alla riconversione degli ospedali: tutti i numeri del piano

Si inizia con Spoleto e Pantalla, la presidente Tesei illustra la ripresa delle attività: "Resteranno 127 posti di terapia intensiva e i 62 di sub intensiva più quelli dell'ospedale da campo, con 100 posti di degenza Covid concentrati a Perugia e Terni"

Con l'emergenza coronavirus che sembra tornare sotto controllo, con numeri che secondo la governatrice Donatella Tesei e l'assessore regionale Luca Coletto avvicinano l'Umbria alla zona bianca, la Giunta ha approvato nella mattina di oggi (giovedì 20 maggio) la delibera sul 'Piano dell’assistenza ospedaliera, dotazione posti letto e ripresa delle attività' che riguarderà tutte le strutture sanitarie dell’Umbria, in considerazione del fatto che scadrà domani la validità delle ordinanze della presidente Tesei con le quali era stato prorogato appunto al 21 maggio il termine per l’utilizzo degli ospedali di Spoleto e Pantalla quali strutture dedicate alla cura del Covid.

LUOGO SIMBOLO - Una delibera che proprio la governatrice e l'assessore alla Salute hanno presentato oggi pomeriggio a Spoleto insieme a Massimo Braganti (direttore regionale alla Salute) e Massimo De Fino (direttore Asl Umbria 2). “Pur riguardando tutta la regione - ha sottolineato la Tesei - ho scelto di presentare la Delibera a Spoleto che ha rappresentato un luogo simbolico della lotta al Covid. Spoleto ed il suo ospedale, infatti, così come gli ospedali di gran parte dell’Umbria, sono stati le prime linee dove abbiamo combattuto il virus. L’Umbria è stata duramente colpita nella seconda e terza ondata, anche, primi in Italia, con la presenza di ben 2 varianti simultaneamente, ma grazie al lavoro e l’impegno di tutti ha reagito al meglio ed è stata una delle prime regione ad uscire dalla fase acuta invernale”.

I NUMERI DEL PIANO - La presidente si è poi concentrata sulla ripresa progressiva, ma totale, di tutte le attività degli ospedali umbri. “Resteranno sempre i 127 posti di terapia intensiva e i 62 posti di terapia sub intensiva - ha precisato -. Resteranno circa 100 posti di degenza covid, ma saranno concentrati negli ospedali principali di Terni e Perugia. Rimarrà a disposizione come elemento di risposta rapida e elastica l’ospedale da campo regionale forte dei suoi 16 posti di terapia intensiva, 12 di sub intensiva e 10 di degenza ordinaria, tutti Covid, e anche questa fase ci fa capire quanto è stata importante la sua realizzazione finanziata dalla Banca d’Italia. Progressivamente Città di Castello, Branca e Foligno ridurranno la quota di posti letto Covid dedicati. L’Ospedale di Spoleto e l’ospedale di Pantalla perdono la connotazione di Covid hospital e procedono alla riconversione progressiva, come gli altri ospedali sopra citati”.

'NUOVA NORMALITÀ' - L’andamento della situazione epidemiologica regionale attuale permette dunque alle strutture sanitarie, così come era stato previsto anche nelle ordinanze di gennaio, di tornare, attraverso alcuni  passaggi organizzativi, allo loro piena efficienza extra Covid: “Non dobbiamo però dimenticarci - ha continuato la presidente - che andiamo incontro ad una ‘nuova normalità’. Finché il virus circolerà, infatti, cambierà il volto degli ospedali italiani e chiamerà la sanità a nuove complesse sfide. È dunque arrivato i momento di affrontare la fase della convivenza con il virus, tutto continuando ad avere accortezze e settori dedicati al Covid, ma tornando a focalizzare la nostra attenzione, che è comunque sempre stata alta, verso tutte le patologie, affrontando anche le liste d’attesa che questo governo regionale ha ereditato già in fase critica e che il Covid ha accentuato”.

SPOLETO E PANTALLA - Un passaggio particolare dedicato poi proprio a Spoleto e Pantalla: “C’è la prova che gli ospedali, come ho sempre detto, torneranno a disposizione della Comunità per tutte le esigenze. L’ospedale cittadino - ha aggiunto poi la Tesei - in questo periodo è stato migliorato e ammodernato.  Anche su questa struttura si è tornati ad investire e si investirà ancora. Tra l’altro un ospedale che nel periodo Covid non si è fermato per le altre prestazioni necessarie, anzi in alcuni ambiti ha aumentato le prestazioni. Ha inoltre sempre mantenuto operativo il day hospital oncologico e ben 24 tipologie di prestazioni ambulatoriali, e adesso verrà riattivato completamente e progressivamente partendo dal day surgery, passando per la chirurgia, anche robotica, per la medicina, per arrivare al punto nascite. La Regione tra l’altro si sta adoperando per fare tutti gli interventi necessari di manutenzione e proprio a Spoleto vorrò che vi sia il nuovo e moderno acceleratore lineare, che è già stato messo in programma dalla Asl 2. Nel nostro progetto, che speriamo sarà realizzato dal prossimo Pano Sanitario Regionale, Foligno e Spoleto funzionalmente e logicamente saranno integrati pur restando due realtà distinte, senza duplicazioni, ma anzi ognuno forte delle proprie specialità, diventano di fatto il terzo polo ospedaliero dell’Umbria, quello cioè, che doveva succedere da tempo”.

INVESTIMENTI - Investimenti sono dunque in programma: “Abbiamo dato attuazione ad una nuova progettualità - ha aggiunto l'assessore Coletto -, a partire dai prossimi giorni costruiremo un vestito su misura per l’ospedale di Spoleto, ma anche per quello di Pantalla”. E una dettagliata relazione su tutti numeri delle prestazioni realizzate all’ospedale di Spoleto e sul programma degli interventi di ulteriore ammodernamento ed ampliamento che inizieranno a breve è stata fatta dal Massimo De Fino: "Interventi - ha spiegato il direttore Asl Umbria 2 - che prevedono diversi milioni di euro di investimenti per l’adeguamento del sistema anti incendio e lavori al pronto soccorso, oltre ad altre opere e acquisizione di strumentazioni come il nuovo acceleratore lineare”.

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