Cronaca

Mille metri quadrati di tetto Eternit deteriorato: ora il "mostro" del quartiere sarà rimosso

Succede a Corciano, al Villaggio dei Tigli. Per l'ex “Clerissi – Galvanica” a San Mariano, è tempo di bonifica. Comune e Regione hanno effettuato vari sopralluoghi sul posto con prelievi di acqua sottostante il fabbricato per valutarne l’inquinamento

Quel tetto in Eternit, nel quartiere di San Mariano, sarà rimosso. A comunicarlo è direttamente l’assessore allo sviluppo economico di Corciano, Lorenzo Pierotti: “Chiesi fin da subito al Sindaco di potermi occupare di questa questione personalmente, non mi spiegavo come era possibile tenere uno scempio del genere, e lui accettò di affidarmi questa delicato incarico”.

“Non è stato facile, la burocrazia a volte diventa una macchina infernale che ti invoglia a mollare tutto ciò che si sta portando avanti, ma non l’ho fatto. ” E’ determinato l’assessore, consapevole che ormai la storia del capanonne della ex “Clerissi – Galvanica” si stia avviando alla conclusione. Quell’azienda in mezzo ai palazzi del “Villaggio dei Tigli”, il piccolo quartiere all’interno del quartiere “Girasole”, infatti, aveva sempre creato malumori tra i residenti, fin dalla chiusura del complesso, risalente ormai ad oltre 10 anni fa, perché la copertura in Eternit di oltre 1000 mq si stava lentamente deteriorando.

“Dopo 3 anni – prosegue Pierotti - in cui ho coinvolto tutti gli attori protagonisti, Regione Umbria, ASL Umbria1, Arpa, Curatela fallimentare, perché è bene ricordare che lo stabile è proprietà privata sotto il controllo del tribunale fallimentare, siamo riusciti a sbloccare la situazione ed il tetto in Eternit sarà rimosso”.

L’assessore dettaglia i vari passaggi “è stata fatta una gara pubblica e l’aggiudicatario dei lavori è l’azienda Ciampica, che da contratto, ha tempo fino al 20 gennaio per rimuovere e sostituire la copertura esistente con una di lamiera. Nel frattempo – aggiunge - stiamo portando avanti un’altra procedura insieme alla Regione che ha già effettuato vari sopraluoghi sul posto con prelievi di acqua sottostante il fabbricato per valutarne l’inquinamento”.

“Abbiamo effettuato tre prelievi in contraddittorio – rimarca Pierotti - quando la procedura sarà conclusa, sia che l’area sia dichiarata inquinata o non inquinata  la curatela potrà mettere in vendita il bene accollando al compratore gli eventuali costi di bonifica del sottosuolo. L’importo dei lavori è di circa 18000 euro – conclude - ma essendo stata percorsa la strada ‘dell’ordinanza di rimozione verso il privato’, una volta che la curatela fallimentare incasserà denaro dalla vendita dello stabile, il Comune sarà rimborsato dell’intero importo speso”.

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