Telecamere anti-violenza in case di riposo e asili in Umbria? Pd e Barberini dicono di no: salta la proposta Lega

La proposta della Lega è stata bocciata, mentre quella dei 5Stelle - molto simile - invece rinviata in Commissione. ecco perchè l'assessore Barberini e il centrosinistra ha detto "no" ad una proposta molto sentita anche dai cittadini

L'Umbria non sarà la prima regione dell'Italia a sperimentare la videosorveglianza anti-violenze e anti-soprusi in case di riposo per anziani, centri di recupero per malati psichiatrici e asili nido. Due interpellanze, una della Lega e l'altra del Movimento 5 Stelle, sono state respinte o rinviate in commissione: quella leghista bocciata dalla maggioranza con otto voti a favore - le opposizioni - contro otto contrari (la maggioranza) e tre astenuti (Brega, Leonelli e Smacchi).  La proposta grillina invece sarà ridiscussa in commissione dopo la decisione di rinviare il tutto. 

I consiglieri della Lega hanno ricordato durante la presentazione della proposta alcuni episodi di maltrattamenti avvenuti in Umbria negli ultimi anni in case di riposo per anziani e anche in una scuola dell’infanzia, sottolineando che “potrebbero esserci altri casi ancora nascosti, perché per i familiari o gli amici dei bambini, degli anziani o dei malati che frequentano tali strutture, spesso è difficile riconoscere i segni delle violenze che solo in un secondo momento possono provocare gravi conseguenze sia fisiche che  psicologiche a chi le subisce. Molte volte tutto parte da una denuncia e poi i fatti vengono confermati dall'installazione nascosta di videocamere che permettono alle Forze dell'ordine di constatare quanto avviene all'interno delle strutture e quindi intervenire.

Da qui la proposta di avviare l'iter per una istallazione della videosorveglianza fissa in maniera preventiva, sia sulle strutture pubbliche che su quelle private. Sulla stessa linea il movimento 5 stelle che ha presentato una seconda mozione simile a quella leghista: “Voto favorevole, in un momento in cui anche a livello nazionale si sta portando avanti la questione della sicurezza e dei controlli nelle strutture che ospitano soggetti deboli. Bisognerebbe, oltre ai sistemi di controllo, lavorare molto per la cultura del rispetto e del dovere etico che le persone hanno nello svolgere un’attività delicata in favore di persone spesso indifese”.

Ma la doccia gelata perl'opposizione e molte famiglie umbre arriva durante la replica in aula dell'assessore Luca Barberini preoccupato sia per la mancanza di punti di riferimento nazionali (normative) che dal mancato legiferare in materie delle altre regioni nonostante un lungo dibattito politico sulla sicurezza nei luoghi sensibili. "Sull’installazione delle telecamere di videosorveglianza - ha spiegato l'assessore Barberini - attendiamo almeno un comportamento uniforme del Paese in tutte le Regioni. Necessario poi anche sentire i Comuni e le forze dell’ordine per trovare la soluzione più adeguata. La mozione non risolverebbe le criticità in maniera esaustiva”. Dubbi sulle normative, dubbi anche sull'efficacia di un provvedimento molto apprezzato invece anche dagli elettori-cittadini. Tutto da rifare per Lega e Movimento 5 Stelle che comunque potranno riprovarci quando il Governo fisserà delle nuove regole, sempre privacy permettendo.

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