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Quei bagni comunali in centro vengono utilizzati solo durante i grandi eventi, per il resto... un deserto

Il nostro Inviato Cittadino torna ad esaminare i bagni pubblici dell'acropoli, pochi e poco utilizzati...ecco perchè

Quei bagni comunali in via Boncambi vengono utilizzati solo durante i grandi eventi: Umbria Jazz ed Eurochocolate, per dire. Il resto dell’anno… un deserto. Tanto che i 50 centesimi del costo per “prestazione” non ripagano la spesa, considerando che gli utenti sono, al massimo, una decina al giorno… quando va bene. Allora, è giustificata la presenza di una persona a tempo pieno per tenerli aperti e puliti? (la gestione è affidata a una cooperativa). Ritengo comunque di sì.

L’orario di apertura copre l’arco 10:00-18:00, dal 1° ottobre al 31 marzo: diciamo in bassa stagione. La disponibilità si dilata, con orario 9:30-19:30 dal 1° aprile al 30 settembre, considerata la maggior presenza di turisti. Ma come mai avviene questo sottoutilizzo, con la carenza di servizi che c’è in città, tanto che ci si lamenta di continuo che piazzette e vicoli siano diventati orinatoi? Mi diceva tempo fa un anziano con problemi prostatici: “Come faccio a venire in Centro? Per avere il servizio bagno, prendo un caffè e utilizzo quello del bar. Ma, avendone necessità più volte, mica posso prendere 4 o 5 caffè: mi farebbero male!”. Realtà sacrosanta.

Ma – ripeto – come mai quei bagni, belli, comodi, pulitissimi vengono poco o niente utilizzati? Il primo e fondamentale problema è quello della visibilità: la gente non li vede e non li conosce. Passando per Corso Vannucci, si accorge di quella minuscola tabella di via Boncambi solo chi sa che lì c’è il bagno pubblico: quell’insegna è assolutamente invisibile. Che ci vorrebbe a metterne una poco sopra, lungo il corso, prima dell’imbocco del vicolo?

Basta l’ok della Soprintendenza e una modestissima spesa per realizzare e affiggere l’avviso. Ma non lo si fa. E dire che quel luogo è ben tenuto, dotato di ascensore per disabili, di locale per cambio bebè, fornito di carta e sapone. Insomma: se non ci fosse, sarebbe da inventare. Anche se è riconducibile all’iniziativa della precedente amministrazione – ed è stata una buona scelta – si decida di far utilizzare adeguatamente quella struttura. A meno che la damnatio memoriae non colpisca anche la pipì. 

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