Squalificato per aver tirato i capelli all'arbitro, ma la prova video lo salva: non è stato lui

Il giudice sportivo annulla la sanzione dopo aver visionato i filmati della partita e dà mandato alla Procura federale di individuare l'autore del gesto

Tira i capelli all’arbitro al termine della partita e viene punito, ma la prova video in sede di ricorso lo salva: non è stato lui. Revocate le cinque giornate di squalifica.

marco brusco-2Il giudice sportivo Marco Brusco, in merito alla gara del 22 dicembre del 2019 Tiferno Lerchi 1919 contro San Sisto, ha esaminato il ricorso sul referto dell'arbitro nel quale si “individuava nel giocatore … del San Sisto, il calciatore che, al termine della partita, tirava per i capelli il direttore di gara (sia pure in maniera lieve e senza provocargli dolore”.

Il giudice sportivo ha potuto visionare “i filmati dell'episodio da cui si evince come, in realtà, non sia stato il citato calciatore ... l'autore del gesto” e che “dall'esame di detti filmati, pur non riuscendo ad individuarsi in maniera certa il colpevole, può senz'altro escludersi che lo stesso sia da individuarsi nel calciatore ... del San Sisto”.

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Potendo quindi utilizzare come fonte di prova “anche riprese televisive ed altri filmati che offrano piena garanzia tecnica e documentale qualora dimostrino che i documenti ufficiali indicano quale ammonito, espulso o allontanato un soggetto diverso dall'autore dell'infrazione”, il giudice sportivo ha stabilito che “nessuna sanzione deve essere comminata al calciatore erroneamente indicato dall'arbitro”, dando mandato alla Procura Federale di procedere “all'individuazione del responsabile”.

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