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Associazioni cittadine inferocite: il Comune spende e spande, ma a noi neanche un euro"

Sembrerebbe che, da un paio d'anni a questa parte, le associazioni più prestigiose, con eventi aperti alla città e assai partecipati, non ricevano più il becco di un quattrino

Le associazioni cittadine sono inferocite. “Ma come – dicono – il Comune spende centinaia di migliaia di euro per manifestazioni opinabili e a noi, che organizziamo eventi tutto l’anno, non dà più nemmeno quel misero contributo di 1500 euro?”.

Già perché è da sapere che, da un paio d’anni a questa parte, le associazioni più prestigiose, con eventi aperti alla città e assai partecipati, non ricevono più il becco di un quattrino. Tra queste, l’Antica Società del Gotto che, come di consueto, ha scritto al Comune di Perugia (nel mese di marzo) per sollecitare la concessione del contributo annuale, a sostegno delle proprie tradizionali attività socio-culturali, rivolte non solo ai soci, ma all’intera cittadinanza.

Il Comune, come già avvenne l’anno scorso, nemmeno risponde. Ma la stessa cosa è accaduta ad altre associazioni cittadine, che pure si distinguono per attivismo e propositività. “E sì che questa amministrazione, e il sindaco Andrea Romizi in persona – dice il presidente Giuliano Antonielli – conoscono bene la vivacità e la vitalità delle nostre proposte”.

Il Gotto è un sodalizio che radica la propria storia nella città di Perugia fin dal 1884. Nata come società di organizzazione del tempo libero, di taglio solidaristico e umanitario, la Società del Gotto ha partecipato attivamente alla vita sociale e civile della città.Il Gotto ha mostrato la capacità di adattarsi ai tempi e alle mutate condizioni civili con una presenza costante e qualificata nella vita cittadina.

Le sue attività furono interrotte, e i locali confiscati, solo in uno scorcio del Ventennio, per manifesta persecuzione di carattere ideologico. Ma, dopo la caduta del regime (grazie a un’iniziativa delle donne che scrissero al prefetto), tutto riprese regolarmente.

Tuttora sono numerose e qualificate le iniziative poste in essere nel corso dell’anno. Non solo i classici momenti di celebrazione della storia di Perugia, ma un’apertura costante alla città, senza preclusioni di sorta. Ricorda Antonielli: “Per i nostri 130 anni, vi furono manifestazioni di ampio richiamo, come lo spettacolo sulla nostra storia – messo in scena alla Sala dei Notari – scritto e diretto da Sergio Ragni, con Giampiero Frondini in veste di protagonista. Sulla nostra vicenda secolare, la storica del Risorgimento Claudia Minciotti Tsoukas ha scritto un libro (“La Società del Gotto a Perugia”) uscito, nel 2004, per i tipi di Era Nuova”.

“Sono sempre partecipate le conferenze a tema su eventi, personaggi, tradizioni della nostra cultura e dei suoi specifici tratti identitari. Occasioni in cui i soci invitano amici, sia per il momento ricreativo che per quello culturale”. Anche per il 2016, gli incontri saranno una diecina, secondo tradizione: dalla storia alla lirica, dal dialetto ai personaggi.

Il Gotto è stato perfino immortalato in una nota lirica (“Scand’lo al Gotto”), scritta dal poeta perugino Claudio Spinelli, che dell’associazione fu sodale e frequentatore. Il Gotto, nell’anno 2000, è stato iscritto all’Albo d’Oro del Comune di Perugia per i suoi meriti nei confronti della città. Ma tutto questo, per il Comune, evidentemente non conta.

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