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Pericolosi, armati e senza scrupoli: arrestati i rapinatori della sala scommesse

"Un' indagine da manuale", quella che ha portato al fermo di tre giovani. Il gip ha convalidato il provvedimento e per i rapinatori si sono aperte le porte del carcere

Giovani e senza scrupoli, responsabili della violenta rapina avvenuta una decina di giorni fa ai danni della sala scommesse di Ellera di Corciano. Armati di pistola e con il volto travisato, erano riusciti - dietro minaccia di morte - a farsi consegnare un ingente bottino per poi dileguarsi a bordo dell'auto rubata al titolare. Ma grazie a un'indagine serrata della squadra Mobile di Perugia, i tre rapinatori (uno di origini moldave e due macedoni) sono stati consegnati alla giustizia. 

Un'indagine da "manuale" come ha voluto sottolineare il questore Francesco Messina nel corso della conferenza stampa indetta per ilustrare i dettagli dell'operazione, portata avanti dalla squadra Mobile e coordinata dal sostituto procuratore Manuela Comodi che ha convalidato il fermo e disposto per gli indagati la misura cautelare del carcere per il reato di rapina a mano armata e furto aggravato.

Un sodalizio criminale molto pericoloso, composto da giovanissimi (dai 21 ai 24 anni) residenti sul territorio, ma già noti alle forze di polizia e che sono riusciti ad agire con grande freddezza, quasi come dei "veterani". La banda era infatti riuscita a coinvolgere, dietro pesanti minacce, anche un quarto ragazzo. 

Le indagini per risalire ai rapinatori hanno preso le mosse da un furto avvenuto a ridosso della rapina, in una abitazione a Corciano dove una coppia di residenti, di ritorno dalle vacanze, ha denunciato che in casa erano spariti alcuni preziosi e due pistole. Da qui gli investigatori sono riusciti a scovare un quarto giovane, colui che aveva dato informazioni alla banda per accedere nella villetta. 

Svolta nelle indagini. Il giovane, dietro pesanti minacce e intimidazioni, era stato obbligato dal trio anche a partecipare alla rapina alla sala scommesse di Ellera con il ruolo da "basista". Gli agenti sono riusciti così a individuare i tre malviventi, a sequestrare armi e munizioni occultate e a bloccarli prima di compiere altri reati.

Proseguono le indagini. La pericolosità e la dimestichezza dimostrata dalla banda, fanno propendere che possano aver compiuto anche reati simili in provincia. 

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