Conguaglio aree Peep, Comune boccia i rimborsi e la condanna: "Faremo appello"

L'assessore Ilio Liberati dà la linea in attesa di centinaia di ricorsi di coloro che hanno già pagato o stanno pagando il conguaglio dopo aver acquistato la loro prima casa in aree agevolate del Comune. Una sentenza ha obbligato il Comune a risarcire tre famiglie di Ripa

Il Comune non molla sia sui rimborsi (prevista pioggia di ricorsi dopo la vittoria di tre famiglie di Ripa che avevano iniziato a pagare) che sulla richiesta degli oneri e dei costi delle zone Peep che riguarda migliaia di famiglie che hanno acquistato case a costi agevolati dagli anni '70 a tutti gli anni '90. Si parla anche di cifre da 6mila che ora pesano sui soci-compratori una volta sciolte quelle cooperative sociali che hanno costruito su aree Peep del Comune.

L'assessore Ilio Liberati ha promesso battaglia contro i ricorsi schierando tutto l'ufficio legale comunale in prima linea: "L’Amministrazione appellerà la decisione sia sotto il profilo della non restituibilità – che su casi analoghi la Corte di Cassazione ha già in effetti escluso – sia per gli aspetti di merito. Questioni in effetti molto controverse, anche a livello locale, visto che non solo la Corte di appello si è espressa favorevolmente all’Ente (decisione n. 266/2012) ma che lo stesso Tribunale, con la recentissima pronuncia n. 298/2013 a firma della dott.ssa Paola Pompei, ha confermato la bontà dell’operato comunale nel pretendere dai soci assegnatari degli alloggi il conguaglio in discussione. Decisione, quest’ultima, cui il Comune non ha dato particolare enfasi ben ponderando la delicatezza e la opinabilità della vicenda".

Insomma il Comune quei milioni di euro li vuole mettere nelle casse e non certo restituirli anche dopo la sentenza a sfavore del 3 ottobre scorso del Tribunale di Perugia. Liberati lancia una stoccata a quei proprietari - diventati soci della cooperativa sociale - che hanno fatto o vogliono fare ricorso, ricordando che loro in questa operazione ci hanno già guadagnato rispetto agli altri cittadini che hanno acquistato casa a costo pieno: "A rimarcato comunque che tali interventi hanno comportato all’epoca un notevole vantaggio per i soci-assegnatari delle cooperative. Basti considerare che – si era negli anni ’80 – si riuscivano in tal modo a conseguire abitazioni ad un costo di circa 900.000 / 1.000.000 di lire al metro quadrato contro prezzi di mercato che si aggiravano, mediamente, su circa £. 1.500.000: e dunque dover pagare oggi somme che si aggirano sui 3.000,00 Euro per famiglia non snatura affatto l’operazione che rimane, a distanza di anni, di estremo vantaggio". La battaglia continua.

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