Corte europea, Amanda Knox batte la Giustizia italiana: ma del risarcimento ottiene solo le briciole. "Non fu picchiata"

La giovane statunitense continua a scrivere che non doveva essere indagata, che subì torture e non potè difendersi. La Corte europea dice che non le fu fornito un legale nel corso dell'interrogatorio

Amanda Knox non ha subìto torture o violenze. Non le è stato impedito di difendersi. La violazione accertata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, da parte degli organi giudiziari dello Stato italiano, è quella relativa all'interrogatorio senza un avvocato né interprete. Anche se il magistrato Giuliano Mignini assicura: “Quando l’ho sentita non era indiziata” quindi non aveva necessità dell’avvocato.

La statunitense, però, attraverso i suoi profili social vuole dare un’altra versione: “Sono stata interrogata per 53 ore in 5 giorni, senza un avvocato, in una lingua che capivo forse come un bambino di dieci anni. Quando ho detto alla polizia che non sapevo che avesse ucciso Meredith, sono stata schiaffeggiata sulla nuca, mentre mi dicevano ‘ricorda’”. Secondo la Corte europea, invece, Amanda non venne maltrattata e la smentisce quando afferma di non essere stata informata delle accuse a suo carico.

La Corte europea non dà ragione alla Knox quando scrive ancora che la “Cassazione ha già riconosciuto che gli investigatori e gli inquirenti di Perugia hanno contaminato, manomesso e distrutto prove materiali”, mentre avrebbe dovuto anche riconoscere “che gli stessi investigatori e inquirenti hanno sottoposto persone innocenti” (indicando solo lei stessa e Raffaele Sollecito, non Rudy Guede condannato con rito abbreviato a 16 anni e Patrick Lumumba accusato ingiustamente proprio dalla studentessa) “a torture psicologiche e abusi fisici mentre eravamo sotto interrogatorio”. Per i giudici europei tutto questo non è avvenuto, tanto che la decisione in merito al risarcimento è molto inferiore alle richieste: 10.400 euro per i danni morali, rispetto ai 500mila e 8mila per le spese legali, a fronte di 30mila euro di richiesta.

Amanda Knox, insomma, continua a sostenere che non avrebbe neanche “dovuto essere accusata, meno che mai condannata, per calunnia”. Dimenticando che nel corso degli interrogatori disse di aver visto Patrick Lumumba mentre Meredith Kercher veniva uccisa. Come si omette un particolare importante, scritto dai giudici della Cassazione: “In quella casa, quando Meredith venne ucccisa, c’era anche Amanda”.

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