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Altre aggressioni a Capanne, detenuto picchia e tenta di chiudere in cella un poliziotto

Ancora una assurda aggressione a danno di un agente della polizia penitenziaria in servizio al Carcere di Capanne. Un detenuto violento - con altri precedenti gravi - ha minacciato con un bastone di una scopa e poi ha colpito con un pugno al volto un poliziotto. Ma non finisce qui ha tentato di rinchiuderlo dentro la cella ma l'agente, nononte fosse ferito, è riuscito ad immobilizzarlo liberandosi da una situazione di grave pericolo. Il fatto è avvvenuto ieri. La denuncia del Sappe. 

“Quel che è successo è di una gravità inaudita e sconcertante” ha raccontato in una nota i vertici del sindacato “Erano circa le 16:50 quando il collega si accingeva ad iniziare le operazioni di socialità alla sez 3A del reparto circondariale. Arrivato vicino alla stanza detentiva di un detenuto Italiano, nel momento che apriva la stanza detentiva per fare entrare un altro detenuto di colore nella cella, il detenuto Italiano brandendo una mazza della scopa in mano, minacciava il collega che l'avrebbe spaccato il bastone in testa, contestualmente cercava di uscire dalla cella riuscendoci in parte. L'agente immediatamente cercava di farlo rientrare, ma lo stesso imprevedibilmente gli dava un cazzotto colpendolo tra l'occhio destro e la tempia, dopo il colpo lo afferrava per l'avambraccio e lo tirava all'interno della cella. L'agente prontamente all'interno della stanza si divincolava e riusciva ad uscire dalla stanza chiudendolo. Lo stesso detenuto si è reso qualche settimana fa di un ennesimo episodio e con le stesse modalità colpendo con un pugno un altro Assistente di Polizia". 

L'agente ferito è stato soccorso immediatamente ed accompagnato in Ospedale per le cure del caso. Donato Capece, segretario generale del SAPPE,  ricorda che nelle ultime settimane il SAPPE è sceso in piazza proprio per “denunciare le gravi violenze contro i poliziotti delle carceri italiane, sempre più spesso aggrediti, minacciati, feriti, contusi e colpiti con calci e pugni da detenuti e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministro della Giustizia Bonafede a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri.”

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