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Le farmacie comunali curano tutti: tanti soldi al Comune, sconti ai clienti e ora 5 nuove assunzioni

E pensare che in passato c'erano che le voleva vendere ai privati. I numeri da record a beneficio delle casse comunali, gli sconti sui servizi ai cittadini e il boom dei guadagni. Tutte le cifre. "Pronti ad assumere ancora e stabilizzare i precari"

E le volevano vendere, privatizzare. La destra? No, quel centrosinistra passato che aveva già venduto tutte le azioni di Sipa che gestisce tutte le strisce blu e i parcheggi coperti della città. Rendevano poco per essere farmacie comunali (l'Afas). Si diceva allora nelle stanze di potere ma anche tra i consiglieri di maggioranza del Pd e Socialisti. Nel 2016, con una gestione nuova, hanno permesso al Comune di incassare qualcosa come 750mila euro, ai cittadini hanno dato sconti e prestazioni gratuite per 300mila euro e allo stesso tempo hanno prodotto utili aziendali per altri 200mila euro. Altro che vendere: le farmacie sono un investimento per il presente e per il futuro.

Dal punto di vista dei bilanci, si prevedono utili netti di esercizio in costante crescita, pari a 231.045,57 euro nel 2017, a 245.206,59 euro nel 2018 e nel 2019 a 260.353,26 euro. Già a partire dal 2016 e, quindi nel 2017, l’azienda ha, inoltre, previsto l’aumento di personale con l’assunzione di 5 unità e la trasformazione di contratti part time in full time o sempre part time ma a più ore, con un risparmio sulle voci di costo del personale rispetto al lavoro straordinario. Destinata a crescre anche l'assegno annuale per l’affitto del ramo di azienda che Afas versa al Comune di Perugia: 753mila euro nel 2017, 757mila nel 2018, 761mila nel 2019.

PROGETTI FUTURI - Non solo assunzioni e azzeramento della precarizzazione dei lavoratori, ma anche investimenti strutturali e sui servizi alla persona. "Afas intende consolidare - si legge nel piano triennale approvato dal consiglio comunale - nel triennio 2017/2019 l’azione di ottimizzazione e razionalizzazione dei costi, di restyling delle farmacie, con l’adeguamento di alcune sedi al fine di renderle più accoglienti e funzionali, nonché di consolidamento del loro crescente ruolo di farmacia di servizi, proseguendo con servizi e scontistiche sui prodotti".

IL DIBATTITO - Il consigliere forzista Castori: “Tali risultati non si ottengono per caso, ma perché c’è stata un’ottima gestione, che ha saputo coinvolgere e motivare le risorse umane.” A suo avviso la farmacia Afas oggi si presenta al pari di
un’azienda privata, in termini di servizi offerti, ma con una riduzione dei costi che ha permesso maggiore competitività, nel rispetto della concorrenza.

Il capogruppo Romizi Sindaco, Otello Numerini: “Non dobbiamo pensare però solo ai 250mila euro di utile -ha spiegato- ma a questo bisogna aggiungere anche i 750mila del ramo d’azienda più la scontistica fatta, che portano l’utile omplessivo a circa 1,3 milioni, pari all’8% della produzione, un risultato ancor più apprezzabile in un periodo come questo.” Secondo Numerini sarebbe opportuno che gli utili di Afas restino in azienda per consolidare l’azienda stessa nei servizi al cittadino.
 

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