Autorizzazione a rimettere a posto la rimessa agricola, costruisce un garage coperto e un ufficio

Il Comune di Panicale ordina la demolizione di tutti i manufatti abusivi. Il Tar: "Impatto devastante per l'ambiente"

Garage e rimessa agricola fuori legge, il Comune ordina l’abbattimento e il Tribunale amministrativo conferma: tutto abusivo.

La titolare di un’azienda di costruzione ha fatto ricorso contro il Comune di Panicale, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e il Corpo Forestale dello Stato di Città della Pieve, chiedendo l’annullamento dell’ordinanza di demolizione di una “struttura delle dimensioni di metri 12 x 6 per una superficie utile coperta complessiva pari a 72 metri quadrati) destinata a rimessa per autovetture” perché “realizzata in totale difformità dal permesso di costruire” e per la “tamponatura, con muratura in mattoni forati, delle pareti perimetrali di un annesso destinato a magazzino/rimessa attrezzi agricoli, stoccaggio olive, punto vendita ed ufficio”, oltre ad un “tratto di recinzione in rete metallica e pali metallici realizzata senza titolo”.

Secondo Forestale e Comune tutti i lavori sarebbero stati eseguiti in difformità rispetto alle licenze rilasciate. L’azienda contesta tale ricostruzione ritenendo che non sia stato effettuato “alcun vaglio critico e/o verifica sul posto circa l’abusività dei manufatti in contestazione”.

Il garage sarebbe solo una “copertura del parcheggio auto”, mentre la recinzione era già lì da tempo. Quando al magazzino si sarebbe trattato di un intervento “sotto il profilo igienico-sanitario” della struttura, in ogni caso “i manufatti in questione andrebbero qualificati quali manufatti agricoli e/o ad uso agricolo” e, quindi, legittimati dall’uso.

Secondo i giudici amministrativi il ricorso è infondato, in quanto la Forestale ha “trasmesso una dettagliata relazione su cui si è basata la successiva attività istruttoria dell’ufficio tecnico comunale che ha portato all’emanazione dei provvedimenti impugnati”, Il garage e la rete presentano “il carattere della stabilità anche per quel che riguarda la sua intrinseca stabilità temporale di funzione”, per quanto riguarda il magazzino anch’esso è stato realizzato “con colonne in ferro e pannelli isolanti con sovrastante strato di materiale stabilizzato lapideo, per un superficie coperta pari a ben 72 metri quadri”.

Opere, insomma, che si inseriscono “in contesto edilizio complessivamente abusivo impattante in modo permanete sul regolare assetto del territorio, di cui non può che seguirne la sorte anche in termini demolitori”.

Demolizione, quindi, e condanna al pagamento di 1.500 euro per le spese del giudizio.

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