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Umbria, gelate tardive e termometro a -7°: la mappa dei danni all'agricoltura

Viti, ulivi, frutteti, orticole, favino e grano le vittime del gelo con la Confagricoltura regionale che chiede "ristori" e di "incentivare le coperture assicurative"

Gelate tardive e temperature in picchiata anche fino a -7 gradi centigradi, come è successo soprattutto mercoledì scorso (7 aprile) hanno colpito duramente l'agricoltura umbra, che ora fa la conta dei danni subiti da germogli e fiori degli alberi, vite, frutta, olivo ma anche molte altre colture ortofrutticole, favino, grano. “L’entità del danno non è ancora quantificabile si dovrà aspettare ancora qualche giorno per avere dati chiari - afferma Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria -. Per questo motivo è necessario attivare tutte le procedure di ristoro e incentivare le coperture assicurative, strumento che diviene sempre più indispensabile di fronte ad un clima indecifrabile e mutevole con un crescendo di eventi avversi durante tutte le stagioni”. 

Gelo, la mappa dei danni all'agricoltura in Umbria

A tal proposito Confagricoltura (che ha elaborato una prima 'mappa' regionale dei danni) chiede un’azione di tutti gli attori coinvolti volta a sensibilizzare gli istituti assicurativi a non aumentare i tassi per non disincentivare il ricorso alle assicurazioni per calamità da parte delle imprese. “Negli ultimi tempi infatti - prosegue Rossi - gli agricoltori hanno difficoltà a trovare compagnie che assicurano i danni da eventi calamitosi se non con tassi raddoppiati ed in alcuni casi anche triplicati rispetto agli anni passati”. Dalla Confederazione si chiede di “attivare, con la massima urgenza gli strumenti previsti per le calamità naturali che, in un contesto economico già reso difficile dalla pandemia, potrebbero risultare insufficienti data la situazione eccezionale che si è verificata”.

“Sarà, con tutta probabilità, necessario un intervento straordinario - afferma il presidente nazionale di Confagricoltura Giansanti - da parte delle Istituzioni pubbliche, senza escludere un’iniziativa in ambito europeo visto che le gelate hanno colpito altri Stati membri. In Francia, in particolare, i nostri colleghi della Fnsea (la principale organizzazione degli agricoltori) ci hanno segnalato che anche al di là delle Alpi i danni sono stati ingenti. L’agricoltura è il settore produttivo più esposto alle conseguenze dei cambiamenti climatici - sottolinea ancora il presidente di Confagricoltura nazionale - e le gelate di questi giorni sono arrivate paradossalmente in un periodo di siccità che in alcune aree sta rendendo difficili le semine primaverili”.

Sempre per Confagricoltura Umbria è necessario, inoltre, che i danni vengano segnalati affinché la Regione Umbria possa effettuare una valutazione del danno e rilevare l’eventuale esistenza dei presupposti per decretare lo stato di calamità. “È però importante – sottolinea Rossi – sostenere gli agricoltori affinché possano dotarsi anche in Umbria di quegli strumenti preventivi che possono attenuare il danno derivato da un evento avverso: reti antigrandine, uso dei tunnel e delle coperture per le colture ortofrutticole di maggior pregio, ecc… Dotazioni costose ma che possono contribuire a contenere il danno e portare a termine almeno parte della produzione”.

Gli uffici tecnici di Confagricoltura sono inoltre attivi nell’accogliere tutti gli agricoltori che avessero necessità di un sopralluogo e di procedere alla segnalazione dei danni. “Ci attiveremo nella interlocuzione con la Regione - afferma ancora Rossi - affinché tutti i contributi che la norma mette a disposizione siano utilizzati ed anche per sostenere con le specifiche misure del PSR gli investimenti destinabili ad interventi di prevenzione”.

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