Via alla 'Quaresima' con il Mercoledì delle Ceneri. E nel suo messaggio Papa Francesco cita Assisi

Inizia oggi per la Chiesa il periodo di penitenza e purificazione che porterà fino alla Pasqua

Inizia oggi (26 febbraio) la Quaresima con il 'Mercoledì delle 'Ceneri', giorno così chiamato per il rito liturgico in cui il sacerdote durante la messa sparge sul capo dei fedeli un pizzico di cenere benedetta ricavata dai rami d’ulivo benedetti nella 'Domenica delle Palme' dell’anno precedente, recitando le proverbiali parole di Cristo ad Adamo dopo il Peccato originale “Ricordati uomo, che polvere sei e polvere ritornerai”. Una ricorrenza in cui i cattolici praticanti, come prescritto dalla Chiesa, si astengono dal mangiare carne (da qui il nome della precedente festa del 'Carnevale' terminatao ieri con il 'martedì grasso') e praticano il digiuno per purificarsi e in segno di penitenza. Inizia così la 'Quaresima', periodo liturgico in cui si ricordano i 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto tra meditazione e astinenza dal cibo mentre veniva ripetutamente tentato dal Diavolo e che termina con il sabato prima della domenica di Pasqua (che quest'anno cade il 12 aprile).

OCCHI SU ASSISI - E proprio oggi, nel suo messaggio per la Quaresima, Papa Francesco ha citato Assisi dove a fine marzo si terrà l'importante forum 'The Economy of Francesco': "Anche oggi - ha detto Bergoglio - è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo più equo. La condivisione nella carità rende l’uomo più umano; l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo. Possiamo e dobbiamo spingerci anche oltre, considerando le dimensioni strutturali dell’economia. Per questo motivo, nella Quaresima del 2020, dal 26 al 28 marzo, ho convocato ad Assisi giovani economisti, imprenditori e change-makers, con l’obiettivo di contribuire a delineare un’economia più giusta e inclusiva di quella attuale. Come ha più volte ripetuto il magistero della Chiesa, la politica è una forma eminente di carità (cfr Pio XI, Discorso alla FUCI, 18 dicembre 1927). Altrettanto lo sarà l’occuparsi dell’economia con questo stesso spirito evangelico, che è lo spirito delle Beatitudini".

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