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Malattie autoimmuni e infiammatorie, la scoperta dei ricercatori dell'Università di Perugia

Scoperto un nuovo meccanismo di immunoregolazione. Si aprono nuove prospettive terapeutiche

Lo studio internazionale coordinato dalla professoressa Francesca Fallarino e realizzato dai ricercatori e dalle ricercatrici del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia e dalla Washington University in St. Louis ha scoperto un nuovo meccanismo di regolazione delle risposte neuroinfiammatorie. I risultati sono stati recentemente pubblicati dalla rivista Immunity, tra le più prestigiose in ambito immunologico.  

“Il sistema immunitario è costituito da un network complesso e dinamico – spiega la professoressa Fallarino -. I singoli membri di questa complessa rete sono stati ampiamente studiati singolarmente, ma le connessioni ed i meccanismi di comunicazione fra i vari componenti del network erano stati finora poco studiati. Grazie a questa ricerca, cui hanno contribuito, fra gli altri, quali prime firme, il dottor Marco Gargaro e dottoressa Giulia Scalisi, in collaborazione con il team del professor Kenneth Murphy della Washington University in St. Louis, hanno svelato un nuovo network di tolleranza immunologica che risulta alterato nelle patologie a carattere neuro infiammatorio”. 

Lo studio, spiega l'Ateneo di Perugia in una nota, "ha evidenziato che all’interno del sottoinsieme delle cellule dendritiche, fondamentali direttori di orchestra delle risposte immunitarie, il sottotipo definito cDC1 esprime un importante meccanismo immunoregolatorio, l’enzima indoleamina 2,3 diossigenasi 1 (IDO1) rispetto al sottotipo cDC2 infiammatorio".

Questo meccanismo immunoregolatorio, prosegue l'Università di Perugia, "può essere trasferito dalle cDC1 alle cDC2 attraverso un network di comunicazione metabolica. Questa rete risulta alterata nei processi neuro infiammatori che sono alla base delle risposte autoimmuni come la sclerosi multipla. Infatti, in queste patologie le cDC2 perdono la capacità di essere “educate” dalle cDC1, acquisendo un fenotipo altamente infiammatorio. Grazie a questo studio si è dimostrato come sia possibile ripristinare questa comunicazione metabolica regolatoria attraverso la somministrazione di una molecola prodotta da IDO1 nelle cDC1". 

L'Ateneo spiega che "si tratta di una scoperta che mette in evidenza un nuovo linguaggio di comunicazione fra le cellule dendritiche che può essere alterato in specifici contesti patologici, dimostrando anche come questo collegamento può essere ripristinato favorendo una regolazione ottimale delle risposte infiammatorie: un risultato scientifico di grande rilievo, evidentemente, in quanto fornisce le basi per lo sviluppo di approcci terapeutici innovativi nelle patologie autoimmunitarie ed infiammatorie". 

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