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INVIATO CITTADINO La scomparsa di Paolo Taviani. Note cinefile di umbritudine

Aveva girato, 50 anni fa, a Orvieto e Città della Pieve

Fu ambientato nella Regione Verde uno dei film più belli e impegnati dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani.

S’intitola San Michele aveva un gallo, del 1973. Racconta una storia di anarchia.

Protagonista Giulio Brogi, che interpreta la vicenda di Giulio Maineri, anarchico internazionalista che, intorno all’anno 1870, guida una rivolta in una piccola città del centro Italia.

Scoperto e condannato a morte, si vede tramutata la pena in ergastolo. In cella si abbandona a memorie ed elucubrazioni di carattere ideologico e sociale, che forniscono uno spaccato storico-antropologico del periodo.

Lo storico del cinema Fabio Melelli, da noi interpellato, ci scrive alcuni dati significativi. Dico “scrive” perché si trova in aereo alla volta della Mecca del Cinema, in California, per un importante convegno internazionale. Peraltro Melelli, nel luglio del 2018, presentò con Paolo Taviani a Roma la copia restaurata del film e nella circostanza era presente anche Giuio Brogi.

A Orvieto i Taviani hanno girato anche un altro film: Tu ridi.

Melelli fa riferimento al suo fondamentale saggio L’Umbria nel cinema tra demonio e santità (Gramma editore, 2005).

Alla pagina 48 del volume si legge: “In una delle scene del film, si vede un gruppo di insorti che entra a Città della Pieve, inquadrato dal basso, per poi sventolare la bandiera dell’anarchia dal balcone di Palazzo Della Corgna”.

Aggiunge: “In altre scene si vede il sagrato della cattedrale di Città della Pieve”.

Risulta che la location in Città della Pieve fu suggerita da un amico di Cesare Zavattini e dei Taviani, abitante in via Santa Maria degli Angeli, la strada che collega Città della Pieve con la Chiana romana.

Peraltro, lo stesso Pupi Avati, intervistato ieri dalla tivvù di Stato, ha dichiarato che, dopo la morte del fratello Vittorio, Paolo Taviani lo aveva un po’ intercettato come padre putativo e a lui si rivolgeva per consigli e orientamenti.

È d’altronde nota la spiccata vicinanza di Avati con l’Umbria, dove ha girato numerose pellicole. Buon ultimo il Dante del 2023.

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