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Martedì, 27 Settembre 2022
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PERUGINERIE. Quel nostro servizio su Dottori, illustratore per il cioccolatiere Ricci, apre un filone di scoperte storico-artistiche di rilievo

Quel nostro servizio su Dottori, illustratore per il cioccolatiere perugino Ricci, apre un filone di scoperte storico-artistiche di rilievo. Avevamo proposto (su input di un anonimo lettore) un inedito incarto per tavoletta di cioccolato [PERUGINERIE. Quando Dottori realizzò l’incarto di una tavoletta di cioccolato che racconta Assisi, vista dal Mercato Coperto (perugiatoday.it)]. Ora torniamo in tema con una scoperta di più vasto e documentato interesse.

Il fondatore degli Archivi Dottori, Massimo Duranti, aveva motivatamente sostenuto la paternità dottoriana di quel disegno. Che rientrava in una serie, da lui segnalata in catalogo.

Ora, un collezionista nostro amico tira fuori dallo scrigno dei suoi pezzi una serie di materiali, in eccellente stato di conservazione, che ci piace proporre in esclusiva ai nostri lettori. Le immagini sono frutto di scatti amatoriali (dovuti all’amico Leonardo Belardi), ma lasciamo agli esperti l’onore-onere di indagare su caratteristiche e paternità di questi lavori.

A nostro avviso c’è in tutti la mano di Gerardo Dottori. Tipicamente futurista anche la scritta LAV-ORO divisa dall’immagine del Grifo. Si trattava di un processo ludico-ironico che molto piaceva agli esponenti irridenti di quella corrente. E Dottori non era di certo privo di arguzia e spirito aguzzo tutto perugino.

Dottori – come da noi riferito, dietro suggerimento di Duranti – ebbe rapporti di frequentazione e amicizia con Americo Ricci, con la sua azienda e la sua famiglia. Risulta anche (sempre fonte Duranti) che il Maestro dell’aeropittura non fosse indifferente al fascino della consorte del cioccolatiere. Signora elegante, la cui beltà ebbe il piacere di ritrarre.

I materiali qui proposti comprendono incarti di tavolette di cioccolato, incarti di caramelle, incarti di torroncini, scatole di torroni, scatole di cartone ottimamente conservate. Oltre a un cartoncino pubblicitario che rimuove ogni incertezza circa le attività e le sedi delle fabbriche del Ricci.

Ricci fu di certo: Bar, Pasticceria, Drogheria, Fabbrica di Biscotti, cioccolato, caramelle, confetture. Gestì Sala da thè, gelateria e caffetteria. La Sala da thè era senza dubbio quella che Dottori impreziosì con una pittura murale effigiante un trionfo di maschere di carnevale. Materiali dei quali si sono perse le tracce, dato che le pitture furono distaccate e messe sul mercato. Restano in mano a qualcuno che non intende, per ora, ripresentarle.

La ditta Ricci & C.– si legge – offriva: “Servizio inappuntabile per battesimi, sponsali [matrimoni, ndr], rinfreschi in genere”.

La Sede centrale si trovava in via Alessi, ai civici 7 e 5. La succursale stava al civico 21 di corso Vannucci. Ecco un altro indubitabile punto fermo che offriamo agli studiosi, fin qui incerti sull’esatta ubicazione di quegli esercizi.

Il cartoncino offre una chicca speciale: “prezzi modicissimi” e l’aggiunta “si parla francese”.

Servizio, dunque, di livello e classe internazionali.

Ecco cosa succede a rompere la diga. Ne vengono flussi d’informazione cospicui. Speriamo sgorghino anche tracce di quelle pitture alla sala da tè del Bar Ricci.

Scatole e incarti delal cioccolata Ricci di Perugia (foto di Leonardo Belardi)

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