Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Farmacisti in trincea: alcune testimonianze di un lavoro al fronte, ai tempi del Covid-19

I farmaci non mancheranno, inutile fare corse per accaparrarseli; le difficili condizioni di lavoro dei farmacisti e le iniziative di consegna a domicilio dei farmaci per le persone più fragili

Turni di lavoro estenuanti, personale in meno per motivi di quarantena, scomode mascherine e abbigliamento da sterilizzare dopo ogni giornata: lavorano così, in questo momento dovuto all’epidemia da Covid-19 estesa a tutto il Paese, i farmacisti delle nostre città.

C’è chi entra alle 8 ed esce alle 24 dalla farmacia: “Siamo rimasti in tre perché al minimo sintomo di alcuni dipendenti ho messo tutti in quarantena - afferma il titolare di una delle farmacie di Perugia - dobbiamo fare tutto noi, dalla vendita alle pulizie, con la gente in fila, fuori dalla porta, alla distanza di sicurezza”.

E c’è chi racconta che lavorare giornate intere con le mascherine, soffocanti, ti toglie letteralmente il respiro: “Ogni tanto dobbiamo a turno scendere in magazzino, spostare la mascherina e respirare liberamente per non sentirci male”, racconta una farmacista; “All’interno della farmacia faccio entrare massimo quattro persone, potrebbero entrare anche cinque per le dimensioni del locale, ma stiamo adottando tutte le misure di sicurezza con il massimo dello scrupolo, perché poi anche noi dobbiamo tornare alle nostre famiglie. Va detto che le persone sono diventate più comprensive, capiscono che stiamo lavorando al massimo delle nostre possibilità, vedono quanta fatica facciamo e rispettano le norme di sicurezza”. 

In tutto questo però non va dimenticata la cosa più importante: come ha affermato in questi giorni il presidente di Federfarma Umbria, Augusto Luciani, le scorte di medicinali non sono in esaurimento, ne abbiamo per altri tre-quattro mesi. Per questo motivo la popolazione deve stare tranquilla ed evitare di affollare i presidi se non è necessario.

La mancanza di mascherine

Come ribadisce anche il presidente di Federfarma Umbria in questo video, “indossare le mascherine è necessario solo per chi sta male”. Tra l’altro, questo tipo di presidio è attualmente introvabile in tutta la regione. “Ne abbiamo ordinate mille - afferma ancora la farmacista da noi intervistata - e abbiamo almeno altre 500 richieste in coda per il prossimo ordine. Ce le chiedono le attività della zona come forni, fabbriche e altri e cerchiamo di stare dietro alle richieste come possiamo”. Ancora il dottor Luciani consiglia: “La migliore mascherina che potete indossare è quella di restare a casa”. Per chi ha realmente bisogno di farmaci e non può recarsi ad acquistarli per motivi di salute, sono stati attivati servizi di consegna a domicilio dedicati da Federfarma, Croce Rossa, Comune di Perugia e Afas.

Impennata di vendite per alcuni articoli

In queste settimane, sottolineano da Federfarma, si è assistito a un aumento sensibile della vendita di ansiolitici, così come si è registrato un aumento esponenziale nella vendita degli integratori (specialmente la vitamina C, oggetto di una fake news che la vedrebbe come antagonista al Covid-19). “Va detto - afferma un farmacista di Perugia - che ogni farmaco è sostituibile con almeno altri dieci: non esiste quindi il pericolo che manchino farmaci, questo dovrebbe tranquillizzare le persone. Se è vero che è finita l’Amuchina, non sono mai mancati in farmacia altri tipi di disinfettanti per le mani”.

Insomma, tirando le somme le cose importanti da recepire sono queste: evitiamo di andare in farmacia se non è realmente indispensabile, manteniamo comunque le distanze di sicurezza e soprattutto: stiamo a casa il più possibile.

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