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La disabilità non ferma la passione e la voglia di studiare grazie al tutorato specializzato dell'Università

Sono undici gli studenti con bisogni speciali che vengono seguiti da tutor universitari, in collaborazione con Frontiera Lavoro, e si apprestano a festeggiare la laurea

La disabilità non può fermare la passione per lo studio. Come nel caso di Erica, affetta da miopatia nemalinica, che da Porto San Giorgio, nelle Marche, grazie al suo personal computer segue le lezioni del corso di Scienze dell’Educazione ed è già riuscita a conseguire la laurea triennale. Oppure come Mattia, studente di Economia, che tra pochi mesi giungerà brillantemente alla conclusione del suo percorso di studi. E, ancora, Lorenzo, affetto sin dalla nascita da atrofia muscolare spinale, laureatosi con 110 e lode in Scienze Politiche con una tesi di laurea particolarmente apprezzata anche dal professor Tito Boeri, economista e docente presso l’Università Bocconi di Milano che ha voluto conoscerlo personalmente e ringraziarlo, sottolineando l’importanza del contributo da lui apportato alla proposta di riforma del mercato del lavoro.

Sono undici le ragazze e i ragazzi, inseriti nel Servizio di Tutorato Specializzato dell’Università degli Studi di Perugia gestito dalle cooperative sociali Borgorete e Frontiera Lavoro. "Tengo moltissimo alla mia carriera universitaria - dichiara Darius, laureando in Beni Culturali - ce l’avrei fatta lo stesso, ma senza tutor avrei rischiato di impiegare molto più tempo. Oltre ad aiutarmi nella preparazione degli esami ho avuto anche la possibilità di instaurare una bella amicizia che va al di là delle ore di studio".

Storie di coraggio, amore e tenacia dalle quali tutti abbiamo da imparare qualcosa. "La filosofia della nostra Università - dichiara la professoressa Mirella Damiani, delegato di Ateneo per la disabilità - è quella di venire incontro il più possibile a questi ragazzi. Studenti che raggiungono traguardi importanti grazie alla volontà e alla voglia di conoscere e di imparare, nonostante gli ostacoli che devono affrontare quotidianamente a causa della loro condizione".

Al loro fianco una squadra formata da docenti, tutor e familiari che lavorano per creare i presupposti culturali e logistici che permettano l’inclusione. Per 6 ore la settimana un operatore specializzato si occupa delle loro esigenze didattiche per il raggiungimento del titolo accademico. L’Ateneo di Perugia ha infatti messo in campo una serie di servizi con l’obiettivo di garantire il successo formativo di tutti gli studenti e di fornire un adeguato supporto a tutti coloro che manifestano bisogni educativi speciali. Questi servizi lavorano in sinergia per il benessere dello studente. Anche nelle attività di tutorato la collaborazione con i Servizi di Counseling Psicologico e Pedagogico-Didattico e con il Laboratorio di tecnologie inclusive InL@b si è rilevata fondamentale. Qui studenti, tutor e docenti non solo ricevono ascolto e sostegno nella gestione di problematiche di tipo psicologico o legate alle difficoltà di studio e di apprendimento, ma possono anche avvalersi di ausili tecnologici accuratamente individuati insieme.

L’attività di mediazione garantita dai tutor messi a disposizione degli studenti con disabilità per aiutarli nello studio e nell’organizzazione della vita dell’Ateneo è un passaggio importantissimo. "Con immenso piacere -  afferma Francesca Lupi, tutor di Erica - ho accettato questo incarico per una ragazza disabile. Seguo la mia studentessa da cinque anni ed insieme abbiamo affrontato la sua laurea triennale. Tra noi si è instaurato un bellissimo rapporto di fiducia e amicizia. Dopo il verbo amare il verbo aiutare è il più bello del mondo".

Un’equipe di lavoro che mostra sempre sensibilità e disponibilità a fronte di questi bisogni speciali. "Attraverso le storie di queste ragazzi - dichiara Luca Verdolini coordinatore del servizio - entriamo in un territorio spesso ignorato, addirittura cancellato, eppure popolato di persone coraggiose, tenaci, appassionate ma soprattutto capaci di ordinari grandi successi. Ragazze e ragazzi che non hanno alcun bisogno di pietismo e compassione, ma che chiedono piuttosto l’accoglienza e l’attenzione dei conformisti della normalità".

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