Coronavirus, i sindacati inquilini dell'Umbria: "Sospendere l'aumento dei canoni delle case popolari"

Sunia, Sicet e Uniat contro la riforma: "Sarebbe un segnale di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione, soprattutto persone sole e anziane"

L'emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova il tessuto produttivo ed economico dell'Italia e sono tanti i settori e le persone che ne subiscono i danni collaterali. E se il governo Conte con il decreto 'Cura Italia' ha cercato di dare sostegno all'economia e ai lavoratori attraverso una serie di misure straordinarie, i sindacati inquilini dell’Umbria chiedono anche di sospendere la riforma dei canoni delle case popolari e di applicaziore ancora i vecchi criteri di calcolo.

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“Sospendere la riforma dei canoni dell'edilizia residenziale pubblica in Umbria - si legge in una nota congiunta di Sunia, Sicet e Uniat - per evitare che, in piena emergenza coronavirus, gli inquilini si trovino a dover affrontare significativi aumenti di spesa già dal prossimo mese di giugno. Crediamo che in momento come questo sarebbe un segnale di attenzione verso le fasce più deboli della popolazione, soprattutto persone sole e anziane che rischiano altrimenti di trovarsi a pagare il doppio se non il triplo di prima”.

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