Sabato, 13 Luglio 2024
Calcio

GRIFONERIE di Claudio Sampaolo / Gli errori di Mele e del Var Mazzoleni che hanno dato tre punti al Brescia

Due pesi e due misure del fischietto campano nelle gestione degli ammoniti. E l’assistente “tecnologico” non ha visto, incredibilmente, il mani di Bertagnoli al 93’

claudio sampaolo-2La domanda, lo sappiamo bene, non avrà mai una risposta, ed in fin dei conti neppure la dirigenza del Perugia si aspetta un mea culpa di Rocchi. Quelle sono cose che, al massimo, vengono riservate ai grandi club. Non dimentichiamoci che cosa è successo dopo la sconfitta del Milan con lo Spezia. L’errore di valutazione di Serra (la mancata applicazione della regola del vantaggio, che però è discrezionale) è stato “espiato” subito in tribuna con il vice-Rocchi, Andrea Gervasoni, che ha chiesto scusa alla dirigenza milanista (scritto da tutti i quotidiani e mai smentito). Non solo: Serra è stato poi “obbligato” ad una lunga intervista-confessione, concessa a Sky, nella quale, praticamente, si cospargeva il capo di cenere.

La cosa preoccupante, se vogliamo, è che in tribuna a Brescia ci sia stato proprio il designatore, Rocchi, e siccome lui di solito si muove per veder i fischietti giovani ed emergenti, delle due l’una: o s’è accorto dello sbilanciamento palese dell’arbitraggio di Miele in favore del Brescia (supportato dal Var Mazzoleni), oppure l’ha promosso sul campo, e questo sarebbe abbastanza grave. Vedremo nei prossimi turni. Di certo, la direzione del fischietto campano ci ha ricordato pari pari quella di Bolognino in un Lazio-Perugia del 2004, finita 3-1, ma dopo un arbitraggio provocatorio, tendente a favorire in modo sfacciato la squadra allenata da Roberto Mancini. Quel giorno Bolognino ne combinò di tutti i colori, espellendo uno in fila all’altro Diamoutene, Ignoffo, Di Loreto, Cosmi e Alessandro Gaucci.

Miele, per la verità, ha semplicemente usato due pesi e due misure, specialmente sui falli. Ha dato due gialli molto ma molto dubbi a Ferrarini. Veniale il secondo, un tocco leggero, nemmeno una spinta. Ma anche il primo, un presunto fallo ai danni di Palacio, non è parso netto. La palla, colpita da Ferrarini, va dritta, poi il terzino del Grifo prende la gamba dell’argentino. Ed in questo caso non è mai fallo. Tra l’altro, lo stesso Ferrarini era stato sbilanciato fallosamente da Leris ed il contatto con Palacio è avvenuto quando lui era in terra. Ma in questi casi, da regolamento, il Var non avrebbe potuto intervenire.

La cosa grave è stata la gestione dei cartellini nei confronti dei bresciani. Se davvero il metro di valutazione di Miele è stato quello applicato con Ferrarini, allora sarebbero dovuti finire sul taccuino anche Leris, Karacic, Mangraviti, Bisoli che ha divelto Olivieri al limite dell’area o forse leggermente dentro, Proia, lo stesso Palacio che ha steso Dell’Orco da dietro. Era il 93’, ma che significa? Inzaghi ha tolto Adorni, unico ammonito, dopo i primi 45’ per non rischiare. E se ne avesse avuti altri tre con il giallo avrebbe ammassato tutte quelle punte nel finale, o avrebbe rischiato di restare in dieci? E poi, detto francamente, tutta la “venerazione” di Miele per Palacio, le pacche sule spalle ed i sorrisi hanno fatto pensare più che ad un arbitro ad un vecchio tifoso interista.

Tutto molto inspiegabile dunque. Poi, parentesi finale, c’è da parlare del Var, di Silvio Mazzoleni, un ex arbitro che è stato promosso a gestire la tecnologia, ma che, evidentemente, come faceva già in campo, non ha perso l’abitudine di prendere decisioni che potremmo definire, per carità di patria, molto soggettive. Basta fare un viaggetto sulla rete per rendersene conto. Il mani di Bertagnoli al 93’ si era intuito anche in tempo reale. Poi l’arbitro aveva addebitato il fallo a Matos e ci eravamo quasi ricreduti. Ma il replay aveva ribaltato tutto. E allora: che cosa hanno visto al Var? Perché non hanno richiamato Miele? Non era un “chiaro ed evidente errore”? 

Poi, per carità , Miele avrebbe potuto decidere che non era mani, che il braccio era tenuto in maniera congrua e tante altre belle cose. Ma almeno non si sarebbe avuta l’impressione di un Var gestito a seconda dei casi. Già, perché, Abbattista (con il Benevento) e Valeri (contro l’Ascoli) sono stati mandati a rivedere ed hanno assegnato due rigori? Rocchi farà sapere, magari con quale telefonata da far restare riservata, che tutti possono sbagliare. Personalmente ci crederemo solo se Mazzoleni e Miale verranno fermati per un po’ di tempo. Giusto per far capire che martedì sera a Brescia non abbiamo avuto propriamente le traveggole.
 

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