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Sassate tra tifosi alla partita tra Bastia Umbra e Foligno, tutti condannati

Assolto dall'accusa di tentato omicidio uno degli ultras, il pubblico ministero aveva chiesto 7 anni di reclusione

Quattordici tifosi condannati per rissa aggravata dopo una partita. Undici sono stati condannati ad 1 anno e 1 mese, 3 ad 1 anno e 8 mesi di reclusione i tifosi di Bastia Umbra e Foligno protagonisti di una rissa il 6 aprile del 2014 al termine di una partita valida per il campionato di serie D (e altri 2 imputati assolti dall'accusa di rissa aggravata). Uno dei tifosi era stato raggiunto da una sassata alla testa e aveva rischiato di morire, tanto che uno degli imputati era accusato di tentato omicidio. Per lui il pubblico ministero aveva chiesto 7 anni di reclusione.

“Signor giudice, era una guerra”. Così l’agente di polizia sentito in tribunale nell’ambito del processo che vedeva imputati 16 tifosi del Bastia Umbra e del Foligno per gli scontri avvenuti il 6 aprile del 2014 al termine di una partita valida per il campionato di serie D. Tutti gli indagati erano stati raggiunti dal Daspo, il provvedimento di divieto di partecipazione ad eventi sportivi, per 5 anni, ormai giunto a scadenza.

La posizione più grave era quella dell’ultrà accusato di aver lanciato un sasso contro un tifoso dei Falchetti rimasto ferito dopo gli scontri con gli ultras del Bastia Umbra: il primo è stato assolto dall’accusa più grave e condannato per la rissa, così come la persona ferita. Il giovane era difeso dagli avvocati Luca Maori e Delfo Berretti. Tra difensori e legali di parte civile sono coinvolti gli avvocati Daniele Federici, Giovanni Picuti, Elena Torresi, Biante Secondari, Francesca Fioretti e Francesco Crisi (i due tifosi assistiti da questi ultimi avvocati sono stati assolti).

Al termine della partita Bastia Umbra-Foligno valida per il campionato di serie D i due gruppo erano venuti a contatto, era scoppiata al rissa e la sassaiola. Un tifoso era rimasto gravemente ferito alla testa un supporter del Foligno e il presunto feritore era finito in carcere. Agli arresti domiciliari per rissa aggravata erano stati messi anche altri quattro tifosi del Bastia che hanno un’età tra i 24 e i 30 anni.

Secondo la ricostruzione della polizia, il lancio della pietra era stato diretto e frontale. “Un gesto volontario” per Digos e commissariato di Assisi, diretti da Francesco Moretta e Francesca De Luca. Atti ritenuti “idonei e diretti in modo non equivoco” a provocare la morte del tifoso del Foligno, evitata per il “tempestivo” intervento dei medici.

A scatenare la rissa un’antica rivalità e un post apparso alcuni giorni prima sul profilo social di uno degli imputati che incitava i tifosi del Bastia Umbria a ritrovarsi allo stadio per dare una degna accoglienza ai rivali. Post che era stato poi rimosso e il profilo chiuso.

Il giudice ha optato per la condanna di tutti gli imputati per rissa: 11 tifosi sono stati condannati ad 1 anno e 1 mese (9 con pena sospesa, 2 senza sospensione); per 3 ultras 1 anno e 8 mesi.

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