Al foyer del Morlacchi, Teresa Chiaraluce racconta la città fra realtà e suggestioni architettoniche, mostra d'autore

Teresa Chiaraluce ripropone, in sedicesimo, la mostra “La città che sale”, già presentata alla Misericordia di via Oberdan. Un ridotto numero di pezzi nel foyer e nel Caffè del Teatro Morlacchi rende però l’idea, e lo spirito, di questa recente produzione della prolifica e sofisticata pittrice. In mostra una serie di architetture ben note a chi sia uso transitare per la Vetusta. Riconoscibilissime le prospettive che inquadrano il palazzo dell’Inps e del cinema Lilli, proprio sul curvone a gomito che adduce allo slargo di Garibaldi. Questa mostra conferma la versatilità di un’artista matura e intensa. L’ascensione in centro racconta gli scorci visibili attraverso il percorso del minimetro.

Ma ci presenta anche un viale solitario, fra le brume di una giornata uggiosa di pioggerella e di nebbia. Gli edifici sono apprezzabili nella loro purezza di forme e volumi: quasi una pulsione rubricatoria di geometrismi, frutto dell’ingegno umano. Edifici in tonalità quasi monocrome. Visioni di imprevedibile ossimoro che traduce e trasfigura il contingente in assoluto. Una mostra da vedere.

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