Martedì, 19 Ottobre 2021
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“Anche i piccioni hanno le ali”, l’esperienza del teatro in carcere anima con foto e video le vie del centro storico di Perugia

L’iniziativa è realizzata nell’ambito della terza edizione di Per Aspera ad Astra, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria e la Casa Circondariale di Capanne

“Anche i piccioni hanno le ali” è lo spettacolo che animerà il centro storico di Perugia dal 7 al 30 agosto. Un'iniziativa a cura di Vittoria Corallo, nata nell’ambito di Per Aspera ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza, progetto promosso a livello nazionale da Acri, l’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria e sostenuto da un nucleo di Fondazioni di origine bancaria, tra cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, con l’obiettivo di tracciare un percorso che metta insieme le migliori esperienze di teatro in carcere presenti in diversi contesti territoriali, facendoli dialogare e diffondendo l’approccio anche a beneficio di altri contesti e operatori.

Frutto della terza annualità del progetto, che in Umbria insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia vede coinvolti il Teatro Stabile dell’Umbria e la Casa Circondariale di Capanne, “Anche i piccioni hanno le ali” è una prima restituzione del percorso creativo sviluppato nel 2021 dai detenuti-attori della casa Circondariale di Capanne grazie ad uno scambio epistolare con alcune persone che hanno risposto per partecipare a questa collaborazione artistica.

Nonostante le difficoltà causate dall’emergenza sanitaria le attività non si sono fermate ed hanno portato alla produzione di una serie di scatti fotografici, protagonisti della mostra “Abito persona”, e di alcuni percorsi video riuniti sotto il titolo “Lenti”, che verranno disseminati tra le vie del centro storico di Perugia.

“Abito persona”, allestita in collaborazione con l’Associazione Fiorivano le Viole nell’ambito di Perugia Art Festival organizzato dalla Confraternita Sopramuro, sarà visitabile sabato 7 e domenica 8 agosto in via Cartolari e in via della Viola alla presenza dell’artista Vittoria Corallo. Il percorso fotografico, che resterà aperto fino al 30 agosto, cerca di ascoltare la voce dell’abito, immaginandolo come una maschera quotidiana, segno della persona che amplifica l’identità, convenzione estetica della propria immagine e condizionamento visivo capace di definire il ruolo sociale dell’individuo. Ci sono abiti senza testa e volto, abiti riconoscibili che possono rimandare a contesti specifici, e abiti estranei all’immaginario comune, come se l’abito parlasse lingue diverse, alcune più comprensibili di altre. I passanti che incontreranno i ritratti fotografici, grazie alla presenza dell’artista Vittoria Corallo avranno la possibilità di registrare un racconto vocale sull’identità della persona che indossa l’abito, e le voci registrate saranno riprodotte lungo le vie.

Inoltre in alcuni locali di piazza Matteotti con “Lenti” sarà possibile fruire dei video, visualizzabili con i codici QR, attraverso un’esplorazione visuale in cui il linguaggio simbolico incrocia lo spazio e il tempo urbano creando dei cortocircuiti. Lenti, come lenti di ingrandimento o lenti deformanti, si concentra sul concetto di condizionamento come forza a cui l’individuo non può sottrarsi, proponendo una visione espansa e rarefatta che richiede uno sguardo immersivo e invoca l’attenzione che si raccoglie durante una pratica teatrale che amplifica le percezioni, intensifica la rete connettiva dei corpi nello spazio e cambia il respiro del tempo.

“Siamo profondamente soddisfatti - afferma la Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Cristina Colaiacovo – di essere riusciti a portare avanti la terza edizione di Per Aspera ad Astra nonostante le limitazioni dovute all’emergenza sanitaria. Abbiamo aderito al progetto perché siamo fermamente convinti del suo valore culturale ed umano e ringraziamo il Teatro Stabile dell’Umbria e la Casa Circondariale di Perugia per aver ancora una volta dato il loro prezioso contributo, grazie al quale anche quest’anno i detenuti-attori si sono messi alla prova traducendo la loro esperienza formativa in una serie di immagini fotografiche e video che, grazie all’iniziativa “Anche i piccioni hanno le ali”, potranno essere fruibili al pubblico esterno”.

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