Porta Santa Susanna fa conoscere ai perugini la figura del vescovo Antonino Fantosati, ucciso dai Boxer in Cina

La sua vicenda e il tremendo martirio sono stati dipanati in una colta e accattivante affabulazione, con l’ausilio di un efficace slide che ha dato conto di numerosi aspetti storici e documentali

Porta Santa Susanna fa conoscere ai perugini la figura del vescovo Antonino Fantosati, ucciso dai Boxer in Cina nel 1900.

Non prima che il presidente dell’Associazione culturale perugina, Galeno Scattini, abbia chiesto un minuto di silenzio in memoria della socia Serena Innamorati, attivissimo membro della commissione culturale e fiera sostenitrice dell’inserimento in programma della conversazione in parola. Introdotta da Mario Squadroni, ex sovrintendente archivistico, la relatrice, Erica Cecchetti, accompagna i convenuti in medias res dell’interessante conferenza. L’evento è organizzato in sinergia con l’Associazione Beata Colomba, il cui presidente, Amilcare Conti, porge un breve saluto.

Ma chi fu Antonino Fantosati e come si inserisce nei rapporti con la Cina? Innanzitutto, segue la strada tracciata nel Duecento dal magionese fra’ Giovanni da Pian di Carpine che arrivò in Mongolia dal Gran Kan. Poi c’è la scia trecentesca di Andrea da Perugia, del quale parla una lapide bilingue collocata in via degli Scortici (e spezzata: a quando il restauro?). Fantosati fu un umbro francescano di Trevi che, nella seconda metà dell’Ottocento, fu presente per oltre un trentennio nel Paese dei Mandarini. In rapporti non sempre idilliaci con popolazione e potere.

La sua vicenda e il tremendo martirio sono stati dipanati in una colta e accattivante affabulazione, con l’ausilio di un efficace slide che ha dato conto di numerosi aspetti storici e documentali. Martire e confermato autore di miracoli, Fantosati è stato dichiarato santo e il suo dies natalis cade il 7 luglio. Data che ebbe a suscitare qualche intoppo diplomatico in quanto la ricorrenza coincide con la festività nazionale cinese della fondazione, ab imis, della società su base comunista. Erica Cecchetti è stata strepitosa, accurata e competente. Ha raccontato che aver dedicato tre anni di appassionato studio a questa figura discende da una serie di segni, circostanze e coincidenze che “esigevano” tale impegno. Lavoro che si contestualizza perfettamente con la sua conoscenza della lingua, della civiltà e della cultura cinese.

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