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A Porta Santa Susanna: "Volti di Perugia e dell'Umbria. Storie di uomini e di donne tra passato e presente"

Sono cominciate le conversazioni di cultura a Porta Santa Susanna con un'interessante relazione di Augusto Ancillotti sulle Tabulae Iguvinae

È iniziato, a Porta Santa Susanna, l'annuale ciclo di conferenze imperniato sul brand “Volti di Perugia e dell'Umbria. Storie di uomini e di donne tra passato e presente”. Il primo appuntamento ha visto come relatore di vaglia Augusto Ancillotti, prestigioso professore di glottologia e di linguistica, oltre che autore di numerose pubblicazioni, nonché accreditato scrittore con all’attivo ben tre romanzi che ruotano nel mondo della storia e dell’antichistica.

Alla Sala dell’Associazione Porta Santa Susanna ha tenuto la relazione  “Gaio Cluvio: un eugubino benemerito del II sec. a.C.”. È stato introdotto dal professor Franco Bozzi, storico emerito, e dalla classicista Teresa Vizzani, presidente dell’Associazione Umbria-Grecia.

Il contesto storico e geografico della relazione è quello della città di Gubbio del 145 a.C. dove viene fusa una tavola di bronzo con le due facce iscritte. La straordinarietà della circostanza va rintracciata nel tipo dell’alfabeto usato: infatti una facciata (la prima) è vergata in caratteri etruschi e l'altra in caratteri etruschi e parte in grafemi latini. Viene definita la “quinta tavola iguvina”.

Ci si chiede come mai si sia scelto un cambio di alfabeto in una stessa tavola. Il relatore ha  proposto una paio di spiegazioni.  Una fa capo all’abbandono progressivo dell’etrusco per cui si sarebbe addirittura persa la capacità di leggere quei segni. Probabilmente – argomenta Ancillotti – l’originaria composizione in etrusco sarebbe restata ferma per una trentina d’anni per essere poi affiancata dall’iscrizione latina avente lo stesso contenuto.

La tavola porta scritto il nome del magistrato iguvino Gaio Cluvio, un personaggio il cui nome è ben noto alla storiografia romana, essendo peraltro citato dallo storico Tito Livio. Su elementi storici Ancillotti ha poi inserito elementi di fantastoria e di fiction per costruire il suo ultimo romanzo (“Le parole venute dal passato. Quattro storie al tempo della nascita delle Tavole di Gubbio”). La cui lettura è caldamente consigliata.

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