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La Mercanzia offre casa all’arte. Dopo l’atelier del pittore Fonda, apre al civico 100 l’artista giapponese Chigusa Kuraishi

La Mercanzia offre casa all’arte. Dopo l’atelier del pittore Lorenzo Fonda, apre al civico 100 l’artista giapponese Chigusa Kuraishi. A salire dopo la Domus Pauperum, prosegue la teoria di immobili appartenenti all’antico Collegium che tanta parte ha avuto nella storia perugina. La consistente parte immobiliare lungo l’antica Lungara, oggi corso Garibaldi, è stata in gran parte recuperata in appartamenti di notevole appeal. Ma restano fondi, zone ancora da riportare a piena dignità. Una frazione di proprietà era occupata, fino a qualche decennio fa, da una storica falegnameria. Poi l’abbandono e una massa imponente di materiali di scarto da rimuovere.

Peraltro, in questi locali erano anche stati appoggiati dei materiali da utilizzare per la costruzione delle scene del film Rai su Luisa Spagnoli. Una massa di pannelli e legname da scena abbandonati. Insomma: era un completo caos cui la dinamica artista giapponese, perugina d’adozione, ha cercato di porre fine. Racconta: “Dopo aver ottenuto il permesso di utilizzo dal Rettore (il magistrato Giuseppe Severini, ndr), mi sono messa all’opera. C’erano camion di roba, sommersa dalla polvere. Sacchi e sacchi che abbiamo conferito in discarica”.

3 Un angolo dell'Atelier laboratorio di Chigusa Kuraishi, giornalista e performer artistica-2“Fra lo sporco abbiamo trovato dei bellissimi progetti di falegnameria, disegnati con precisione millimetrica e senso artistico, addirittura acquarellati”, dice mostrandoci questi reperti (foto). Oggi quel luogo (tra i civici 98-102) è un magnifico atelier d’arte. Appoggiate su cavalletti, sospese ai travi, disposte in un ordine di forte valore estetico, si apprezzano le opere di Chigusa. Si tratta di lavori informali nei quali domina il blu oltremare, che conferisce un’impressione di pace e un deciso input alla riflessione interiore. Non solo tele, anche manufatti nelle fogge più imprevedibili e creative. Riuso di oggetti adattati ad assumere forme e valore d’arte: un vecchio “prete” da riscaldamento, un braccio di manichino…

Di Chigusa – che è anche performer di razza – ricordiamo diverse mostre di grande interesse. In quella tenuta presso la Galleria1 Chigusa Kuraishi nel suo nuovo Atelier alla Mercanzia di corso Garibaldi-2 Artemisia di Giuseppe Fioroni, Chigusa si esibì in una performance che la vedeva camminare a piedi nudi su un cumulo di sabbia simboleggiante il vulcano Fuji Yama. “È insieme laboratorio e atelier”, dice Chigusa: scrittrice, giornalista sportiva, corrispondente di importanti quotidiani giapponesi, presente a Perugia da quando tra le fila del grifo militava il suo connazionale Nakata. Orgogliosa di sentirsi perugina e di aver portato un po’ d’oriente fra le pietre medievali che punteggiano il Borgo d’Oro.

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