Giovedì, 28 Ottobre 2021
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INVIATO CITTADINO Porta Santa Susanna. Quattro passi per Perugia col collezionista Adriano Piazzoli

Una conferenza connotata da freschezza e grande amore per la Vetusta, quella che ha visto Piazzoli proporre un percorso strutturato attraverso i secoli, i personaggi e i luoghi della patria d’Euliste

Porta Santa Susanna. Quattro passi per Perugia col collezionista Adriano Piazzoli (una dote di 25 mila libri, migliaia di cartoline e di dischi d’epoca, migliaia di riviste tematiche e non, francobolli e monete, oggetti e bric-à-brac nella casa e nei magazzini lungo corso Garibaldi).

Una conferenza connotata da freschezza e grande amore per la Vetusta, quella che ha visto Piazzoli proporre un percorso strutturato attraverso i secoli, i personaggi e i luoghi della patria d’Euliste.

Introdotto dal saluto di accoglienza del Presidente Galeno Scattini e dal profilo tracciato da Mario Squadroni, il ‘raccoglitore’ del Borgo d’Oro, memoria vivente della città, ha deliziato l’uditorio con affabulazioni e immagini montate il slide dal bibliotecario di San Matteo degli Armeni, Gabriele De Veris.

Molte le cartoline di Alterocca, Alinari, Tilli, fatte scorrere per raccontare la Società dei Rioni, le sue origini e finalità. Fino a quella di dotare le zitelle di cui fu censito lo “stato complessivo” per tutti e cinque i rioni urbani.

Poi un profilo del boia Mastro Titta, al secolo Giovan Battista Busatti, cui si accreditano ben 514 esecuzioni di pena capitale, eseguite con competenza e umanità (se così si può dire). Quando si recava a Perugia per qualche servizio, alloggiava in una casina di via del Bulagaio, in fondo alle scalette di via dei Barutoli.

Quindi Felice Cavallotti e la sua morte per duello, insieme a tanti personaggi che hanno connotato con la propria presenza la vicenda plurisecolare della Città del Grifo. La nascita del teatro del Verzaro e la sua intestazione al musicista Francesco Morlacchi. La vicenda del sipario storico (il ritorno di Biordo Michelotti di Mariano Piervittori), tagliato dai tedeschi che intendevano depredarlo e poi ricucito dalle monache benedettine del Borgo d’Oro.

Una carrellata, divertente e divertita, attraverso storia e storie intrecciatesi fra i travertini della Vetusta. Un modo intelligente e garbato di riflettere sulla nostra storia. Senza supponenza. Ma anche senza complessi.

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