VISTI PER VOI Al teatro Riccini di Ponte Felcino trionfa “Dolce attesa” con la Compagnia “’Nduèlle”

Una pièce che Artemio Giovagnoni tradusse e adattò da una farsa francese. Attori strepitosi e regia d’eccezione

Al teatro Riccini di Ponte Felcino trionfa “Dolce attesa” con la Compagnia “’Nduèlle”. Una pièce che Artemio Giovagnoni tradusse e adattò da una farsa francese. Attori strepitosi e regia d’eccezione con un sold out protrattosi per ben sei rappresentazioni.

La Compagnia ponteggiana tocca ormai livelli di semiprofessionismo “grazie – commenta il regista Leandro Corbucci – a un notevole affiatamento e alla condivisione di obiettivi di rango”. Il termine perugino “’nduèlle”, che significa “in nessun posto”, sta invece a indicare una potenzialità che farebbe ben figurare questo gruppo in ben più ampi consessi teatrali.

La vicenda è quella di una famiglia in cui – in modo generalizzato e imprevisto – si verificano una serie di concepimenti indesiderati: i genitori (troppo) maturi, il figlio elettrotecnico, la figlia fidanzatina, la donna di servizio e perfino… la gatta: tutti estremamente prolifici.

Il capofamiglia (uno strepitoso Gino Puletti, figlio d’arte e attuale consigliere al Comune di Perugia) è un onorevole, difensore della famiglia e antiabortista, che viene spiazzato dalla notizia di una paternità che vorrebbe annullare, ma alla fine…

Il figlio ha ingravidato la segretaria particolare dell’onorevole, analoga sorte ha subìto la figlia femmina. La donna di servizio se l’è cercata con un idraulico, la gatta col micio del vicino. Lo stesso onorevole scopre una paternità di quasi trent’anni prima con una fidanzatina poi abbandonata.

Insomma: generazioni a go-go. Col nonno che si finge colpito da ictus per assecondare il matrimonio della nipote.

Impossibile non contare sul lieto fine. Non senza equivoci da sarabanda alla Feydeau.

Sul palcoscenico, oltre a Gino Puletti, Loretta Mignini, Maria Cristina Belia, Milena e Simone Ceccarelli, Fabrizio Galmacci e una freschissima Tania Zuccaccia, già apprezzata sul palcoscenico del Bicini con la Compagnia Canguasto di Mariella Chiarini.

Le scene di Maria Cristina Belia sono semplici ed efficaci. Luci e audio dei tecnici Lucio Arcelli, Giovanni Staccioli e Mauro Bocchini, che non perdono un colpo. La pièce è perfettamente rodata e dunque c’è ormai poco lavoro per le suggeritrici Paola Renga e Anna Magalotti, castlèna e ormai perugina d’adozione che ricordiamo in cattedra alle medie.

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Uno spettacolo divertente e snello, che lascia tutti soddisfatti.

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