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Umbriafiere di Bastia Umbra da mesi vuoto e senza contributi: "Persi anni di buona gestione"

Il presidente Bogliari amareggiato: “Un comparto lasciato completamente solo"

Hanno perso l'80 per cento del fatturato in un anno, non hanno contributi dal Governo e il futuro è incerto per operatori diretti e indiretti oltre che dipendenti. I centro fieristici, fiore all'occhiello del commercio e dei grandi eventi, sono stati i più penalizzati dalla pandemia di Covid e dalla crisi economica scaturita sempre dal virus. Umbriafiere di Bastia Umbra è uno dei grandi contenitori rimasti vuoti. 

Il presidente Lazzaro Bogliari ha voluto denunciare la situazione di difficoltà del centro di casa nostra: “Non sarà un bilancio facile da redigere e i conti saranno, per la prima volta nella storia di Umbriafiere, in perdita. Abbiamo marginalmente contenuto il danno con l’attività di organizzazione dei concorsi, di cui siamo diventati una struttura qualificata e specializzata, ma la situazione è grave per noi e per l’intero settore che tra enti fieristici e organizzatori segna una perdita di 2 miliardi di euro. Non sono state minimamente prese in considerazione – prosegue Bogliari – le migliaia di persone direttamente coinvolte nel settore fiere e non si è compreso fini in fondo il valore del comparto, vero motore per lo sviluppo economico e sociale del Paese e fondamentale per la promozione del turismo”. 

Nel caso di Umbriafiere: nel 2020 sono venuti meno gli oltre 400mila visitatori e le migliaia di operatori, la maggior parte provenienti da fuori regione. Le ripercussioni di tale situazione coinvolgono tutti: organizzatori, allestitori, imprese di servizi. 

Prosegue ancora Bogliari: “Oggi le strutture fieristiche rischiano seriamente di chiudere se non si prevedono indennizzi valutati sul mancato fatturato.? Altri Paesi europei sono intervenuti in modo adeguato. Perché si continua a non capire la gravità in cui versa il settore? Siamo davvero amareggiati, anni di fatiche e di bilanci in positivo sono svaniti in un attimo. Confidiamo in ripensamenti a breve sui vari indennizzi e auspichiamo che le forze politiche tutte operino per sostenere uno dei settori fondamentali per lo sviluppo economico del Paese".

Bogliari ha chiesto un aiuto anche alle istituzioni locali: "Di centri fieristici finora si è parlato solo per bloccare l’attività, al pari di discoteche e sale da ballo. Un accostamento francamente fuori luogo, anche per i protocolli della sicurezza che i centri fieristici hanno adottato. Chiediamo alla politica locale e regionale di continuare nel farsi portavoce delle istanze delle imprese legate al settore fieristico”.

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