Economia

Vivere in Umbria, crescono le vendite di casolari, ville storiche e case in centro: le mete preferite, chi compra e quanto spende

Lo studio porta la firma del Network Great Estate che ha preso a campione il periodo dal 1° giugno 2020 al 1°giugno 2021

Tutti pazzi per i casali umbri, meglio ancora se in Media Valle del Tevere o in odor di Lago Trasimeno. Disposti anche sborsare oltre il milione di euro per un “buon ritiro” nella piccola e bella Umbria dopo aver vissuto nelle grandi città italiane o nelle grandi capitali mondiali. Lo studio porta la firma del Network Great Estate che ha preso a campione il periodo dal 1° giugno 2020 al 1°giugno 2021, un periodo dunque ancora penalizzante per via della pandemia, a riguardo della domanda di alloggi di pregio. “Nessun dubbio – si legge nella ricerca degli esperti nella vendita di immobili - in merito alla tipologia di proprietà più ricercata: è certamente il classico casale umbro, scelto dall’85% degli acquirenti, seguito dall’appartamento di prestigio e da quello in centro storico (5%), per concludere con villa plurifamiliare e villa di prestigio (2%)”.

Dunque casolari, ville di campagna vanno per la maggiore. Ma una nicchia vuole vivere nei centri storici per respirare atmosfere medievali e vivere la vita del borgo. Analizzando nel dettaglio i dati rilevati emerge, per quanto riguarda il mercato dell’ultimo anno, che ben il 15% delle vendite hanno riguardato il Comune di Todi, seguito da quelli di Città della Pieve (12%), Castiglione del Lago (10%) e Magione (7%), poi a seguire i comuni di Gubbio, Perugia e Lisciano Niccone (5%), Bevagna, Città di Castello, Monte Castello di Vibio, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Umbertide.

Oltre il 70 per cento dei nuovi acquirenti ha scelto la provincia di Perugia. Per quanto concerne le fasce di prezzo, il 45% delle vendite ha riguardato proprietà fino a 500mila euro, il 50% proprietà tra 500 mila e 1 milione di euro, e il restante 5% proprietà tra 1 e 3 milioni di euro. Infine, l’analisi sulle vendite del Network realizzate in Umbria dal 1° giugno 2020 al 1°giugno 2021 prende in esame la nazionalità dei clienti acquirenti, da cui emerge che il 27% di questi è italiano. Al secondo posto troviamo inglesi e tedeschi (entrambi con un 17%), seguiti da belgi (12%), argentini, australiani, olandese e americani (5%). Si registrano infine clienti provenienti da Svizzera, Singapore e Israele (2%). Il fascino dell’Umbria cresce nonostante: speriamo che sia di buon auspicio per una Regione che deve tornare ad essere ancorata, a livello di economia al Centro Italia, invece che di scivolare, economicamente parlando, sul modello Sud del Paese.

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