Raccordo Perugia-Bettolle, la protesta degli agricoltori: più di 100 trattori in strada

La rabbia degli agricoltori: "Situazione inaccettabile. Non basta la tutela, serve una idonea gestione della fauna selvatica"

La rabbia degli agricoltori: oltre 100 trattori si sono dati appuntamento al raccordo autostradale di Bettolle per partecipare al sit-in che Cia Umbria, insieme a Cia Toscana, ha organizzato per accendere ancora una volta i riflettori sui danni causati agli agricoltori dalla fauna selvatica: "Una vera e propria emergenza causata in primo luogo dai cinghiali, aumentati in misura spaventosa in tutto il Paese: da 50.000 capi nel 1980 a 900.000 nel 2010, fino a 2milioni nel 2019", spiega l'associazione di categoria.

E ancora: "Solo in Umbria si contano poco meno di 1400 richieste di indennizzo nel 2017, di cui solamente il 70% vengono accolte. Il restante 30% si perde nel mare della burocrazia e non viene accettata. Oltre il danno, però, c’è anche la beffa dei risarcimenti ridicoli per i nostri agricoltori: circa 508 euro per ogni domanda. Una cifra che non copre nel modo più assoluto il danno subito e che mette l’agricoltore con le spalle al muro, costringedolo perfino a sospendere l’attività". 

“La situazione non è più accettabile e degenera ogni giorno di più – ha detto dal palco Matteo Bartolini, presidente Cia Umbria - I decisori politici devono comprendere la situazione di emergenza in cui si trovano i nostri allevatori. La problematica è esclusivamente italiana: negli altri Paesi d’Europa l’animale che viene trovato sul territorio è di proprietà del titolare del terreno, mentre in Italia l’animale è sempre dello Stato e gli agricoltori si impegnano sarcasticamente ad alimentarlo, ma non possono abbatterlo”. Si parla tanto di biodiversità e made in Italy, ma poi chi presidia il territorio non viene tutelato in alcun modo. L’attuale legge, vecchia di ben 27 anni, deve essere modificata con urgenza. - ha concluso Bartolini - Non solo tutela, ma una più idonea gestione della fauna selvatica”. 

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