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Giovedì, 18 Aprile 2024
Economia

Poste Italiane, pulizie degli uffici: scatta lo sciopero di quasi una settimana

Braccia incrociate fino al 2 marzo. La Cgil: "La situazione è ormai insostenibile"

Braccia incrociate fino al 2 marzo. Quasi una settimana di sciopero: le lavoratrici e i lavoratori in appalto che svolgono le pulizie degli uffici di Poste Italiane in tutta la provincia di Perugia si fermano per chiedere "il rispetto dei contratti e della legalità" e "il riconoscimento della propria dignità". Perché, evidenzia Marta Melelli, segretaria della Filcams Cgil di Perugia, "la situazione è ormai insostenibile".

"Parliamo soprattutto di donne, che hanno un monte orario già molto ridotto, le più fortunate arrivano a fare 16 ore alla settimana - ha spiegato Melelli - Questo si traduce in buste paga, misere, da 300-400 euro al mese. E ora la ditta che gestisce il servizio in appalto per Poste ha addirittura tagliato in maniera unilaterale e illegittima i tempi di lavoro".  "Se prima per pulire un ufficio avevamo 2 ore, ora dobbiamo farlo nella metà del tempo, ma le metrature sono le stesse - hanno raccontato le lavoratrici - In più ci hanno tagliato drasticamente i rimborsi chilometrici per gli spostamenti da un ufficio all’altro. Ma con la benzina a 2 euro e il costo della vita che è cresciuto a dismisura, come dovremmo riuscire a tirare avanti?".

A tutto questo, denuncia ancora il sindacato, "si aggiungono un uso improprio di permessi e ferie, ordini di servizio non contrattualizzati, ore supplementari e tragitti non pagati, diritti e limitazioni di legge non rispettati. Non a caso ci sono anche tre vertenze individuali aperte e seguite dall'ufficio preposto della Cgil di Perugia", come ha spiegato Eros Cozzari, responsabile del servizio.  

"Eppure, mentre la ditta accampa le scuse più varie per le decurtazioni e i tagli effettuati - ha concluso Melelli - Poste Italiane, che come committente ha chiaramente una grande responsabilità, continua a restare in silenzio e non risponde alle nostre sollecitazioni. Anche per questo siamo dovute arrivare al lungo sciopero che inizia oggi, nella speranza che finalmente la situazione si sblocchi e queste lavoratrici possano uscire dall’ombra nella quale sono confinate". 

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