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"Perugina, sindacati e 340 esuberi: siamo oltre la farsa, dov'è la vostra onestà?"

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Movimento per Perugia e della presidente Carla Spagnoli sulla dolorosissima vicenda della crisi della Perugina e dei 340 esuberi annunciati da Nestlé

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Movimento per Perugia e della presidente Carla Spagnoli sulla dolorosissima vicenda della crisi della Perugina e dei 340 esuberi annunciati da Nestlé

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Si dice sempre che la storia si ripete in due modi: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Inarrivabile la farsa dei sindacati Perugina, peccato che per i lavoratori rimanga una tragedia! Nell’ultima assemblea di San Sisto i lavoratori iniziavano a mostrare tutto il dissenso verso il sindacato inconsapevole o, peggio, complice di un pian di smantellamento, e avevano dato mandato alle RSU di seguire la “linea dura” all’incontro con Nestlè del 06 giugno. Eppure, dopo l’incontro, le RSU Perugina hanno avuto il coraggio di uscire con un comunicato stampa “soft” e di affermare che sono ancora «convinti della bontà di questo Piano Industriale […] con l’obiettivo di incrementare volumi e ore di lavoro»!!! Ma questi sindacalisti dove vivono??? Si può ancora “bluffare”, camuffare e minimizzare, prendendo in giro lavoratori e maestranze?

Sulla base di questo comunicato assurdo, alcuni media hanno pensato che in Perugina l’allarme fosse rientrato, e persino i TG hanno fatto servizi tranquillizzanti… Ci ha pensato il capo mercato di Nestlè Italia a richiamare tutti alla realtà: con un messaggio chiaro e netto, il Dott. Leo Wincel in persona (cosa mai successa prima) ha detto che dopo giungo 2018, finita la Cassa Integrazione, si procederà ad un “riequilibrio occupazionale” (leggi licenziamenti) di circa 340 addetti, che saranno “supportati” nel «reperimento di soluzioni occupazionali alternative»!!! 340 esuberi, parola di Leo Wincel: più chiaro di così… Solo allora il sindacato si è visto smascherato, “stupefatto” di sentir parlare di persone che non saranno mai più impiegate in Perugina! Ma gli stessi sindacati avevano firmato un accordo con Nestlè che già consentiva circa 250 esuberi!!! Cari sindacalisti, figuravano le vostre firme, non quelle di altri… Adesso, oltre ai tanti comunicati stampa “farsa”, che cosa farete??? A 340 lavoratori saranno proposti trasferimenti in altri siti del gruppo. Emigrare? È questa la soluzione sindacale? Magari in quei siti c’è un sindacato che si batte per incrementare l’occupazione del territorio…

Si parla anche di Decathlon, con una corsia preferenziale per i lavoratori in fuga! È questa la ricetta sindacale? Addirittura vogliono allontanare le cooperative di servizi che lavorano in Perugina: una guerra tra poveri! E questa è l’etica sindacale? Gli esuberi possiamo chiamarli con altri termini (uscite volontarie, licenziamenti, ricollocamenti), ma la sostanza rimane la stessa… E pensare che la Presidente Marini qualche mese fa andò in Perugina per esaltare l’azienda di San Sisto come fabbrica modello, con tanto di foto insieme a Renzi e ai vertici Nestlè…

Di fatto oggi c’è una fabbrica che sta perdendo gli ultimi pezzi, che prima di Nestlè contava 4.600 dipendenti, mentre nel 2018 rischia di averne poco più di 500: tutto questa grazie anche a un sindacato “lungimirante” e “leale” verso gli operai… I sindacati promettono di difendere i posti di lavoro e rivendicano la commissione bilaterale, dove giocano a fare i “manager”: di certo Nestlè ha dimostrato di non tenerli in gran considerazione! Tornando alla farsa teatrale, i sindacati, nella commissione, più che protagonisti sembrano “comparse”… Almeno Nestlè è stata onesta nel comunicato sulla Perugina: dov’è invece l’onestà intellettuale del sindacato? Dopo le parole di Wencel, che cosa racconteranno le RSU nelle prossime assemblee dei lavoratori…?

Ora basta, è giunto il momento di trovare una soluzione per la Perugina: è ora che TUTTE LE FORZE POLITICHE, locali e nazionali, senza distinzione di colore, mettano da parte le divisioni su questo tema e si uniscano per INDIVIDUARE IMPRENDITORI VERI del settore alimentare che sappiano e vogliano davvero rilanciare il patrimonio Perugina! Non si può affidare il futuro dell’azienda ai soli sindacati che hanno dimostrato di aver fallito su tutti i fronti e di essere inaffidabili! Se la politica non si “sveglia”, la Perugina sparirà, si chiuderà tutto e insieme all’azienda fondata nel 1907 dalla mia bisnonna morirà una storia importante del Made in Italy e della città di Perugia…

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