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LA DENUNCIA Il Governo truffa i lavoratori: pensione irraggiungibile per i 720 edili umbri

Riceviamo e pubblichiamo la denuncia dei sindacati umbri sull'Ape social, l’anticipo previdenziale pensionistico, "praticamente irraggiungibile" per 720 edili dell'Umbria

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In teoria l’anticipo previdenziale pensionistico, chiamato ape social, per il quale le domande di accesso scadono il 15 luglio, doveva servire per venire incontro alle situazioni di disagio più rilevanti e consistenti. L’obbiettivo doveva essere quello di garantire una fuoriuscita dignitosa per chi oggettivamente non può continuare a lavorare in condizioni disagiate oltre i 60 e in alcuni casi anche oltre i 65 anni.
Questa è la teoria, la realtà pratica è tutta un’altra cosa.
Nei fatti il governo sta negando a tutti i lavoratori edili, compresi naturalmente quelli dell’Umbria, l’accesso all’Ape, realizzando una vera e propria truffa.

La truffa è rappresentata dalla circolare Inps numero 99 del 2017, che prevede per il lavoratore impiegato in attività pesanti e pericolose, l’obbligo di presentare una dichiarazione del datore di lavoro che certifichi il periodo di lavoro svolto. Se il lavoratore ha avuto più rapporti di lavoro, le dichiarazioni si sommano una con l’altra.
È utile sapere che gli edili hanno in media 3 rapporti di lavoro l’anno e siccome il periodo interessato deve coprire 7 anni, significa che occorrerebbe qualcosa come 21 dichiarazioni di datori di lavoro diversi.

Un vero e proprio “tour de force”, chiaramente impraticabile, tanto più per il fatto che, ad esempio in Umbria, il 40% delle aziende edili negli ultimi anni è sparito. Quindi, il percorso indicato dall’Inps e dal Governo è del tutto impraticabile e puzza lontano un miglio di truffa e di presa in giro di una intera categoria. Anche perché basterebbe rivolgersi alle casse edili per produrre la necessaria certificazione.
Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil dell’Umbria denunciano questa situazione, ricordando che nella nostra regione i lavoratori ultrasessantenni interessati sono circa 720 .
È necessario che da subito il governo e l’Inps provvedano a sanare questa situazione assurda. Dal canto suo, il sindacato degli edili continuerà la mobilitazione.

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