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Nomine & Poltrone - Cgil Umbria, eletti i nuovi segretari generali dei metalmeccanici e dei trasporti

Riconfermati Simone Pampanelli e Marco Bizzarri alla guida delle categorie del sindacato rosso

Al termine dei lavori dell’undicesimo congresso della Filt Cgil dell’Umbria, il sindacato dei lavoratori del trasporto e della logistica, Marco Bizzarri è stato confermato nel ruolo di segretario generale della categoria. Bizzarri ha ottenuto 42 voti a favore su 43 votanti, con una sola astensione. 

Ai lavori congressuali, che si svolti a Perugia, hanno partecipato, tra gli altri, Roberto Panico, segretario della Camera del Lavoro di Perugia, Andrea Corpetti, segretario della Camera del Lavoro di Terni, Vasco Cajarelli, per la Cgil dell’Umbria, l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella, e la segretaria della Filt Cgil nazionale, Cristina Settimelli. 

“Il nostro congresso si colloca in una fase molto delicata per il settore dei trasporti nella nostra regione - ha affermato il segretario Filt Umbria Marco Bizzarri - che ha visto la crisi mordere pesantemente con grande ricorso agli ammortizzatori sociali nel settore privato dell'autotrasporto, senza dimenticare le note problematiche della nostra ferrovia regionale o la crisi occupazionale semi-perenne delle Grandi officine di Foligno che, fortunatamente, in questi anni hanno visto un turnover limitato, che comunque non mette al sicuro l’impianto”.

“Queste dinamiche - ha aggiunto Bizzarri -  si innestano nella situazione di un paese che ha giganteschi problemi infrastrutturali, come, da ultimo, la vicenda del monte Morandi a Genova ha tragicamente confermato. Sarà compito nostro sollecitare e tenere aperto un dibattito vero su questi temi anche in Umbria - ha concluso Bizzarri - per portare questo paese ad avere una nuova strategia sulle proprie infrastrutture, migliorando e innovando i sistemi di viabilità e trasporto, perché è evidente che la logistica sarà uno dei settori strategici per lo sviluppo delle imprese, in quello che resta il secondo paese manifatturiero d’Europa”.  

Simone Pampanelli, invece, è stato confermato nel ruolo di segretario generale della Fiom Cgil di Perugia, il sindacato dei metalmeccanici che conta quasi 4000 iscritti sul territorio provinciale. L’elezione è avvenuta al termine dei lavori del VI congresso dell’organizzazione che si è svolto a Perugia con un platea di 102 delegati e con la partecipazione, tra gli altri, di Filippo Ciavaglia, segretario generale della Camera del Lavoro di Perugia, e di Gianni Venturi, della Fiom Cgil nazionale. Pampanelli ha ricevuto 58 voti a favore su 60 votanti con una scheda bianca e un voto contrario. 

Nella sua relazione il segretario ha ricordato le numerose crisi industriali che la Fiom ha dovuto affrontare negli ultimi anni e che restano aperte, dalla J.P. industries alla TFA, dalla Trafomec alla Ims, dalla Isotta Fraschini alla Nardi. "In queste vertenze abbiamo avvertito la difficoltà delle istituzioni a dare una risposta non solo difensiva e di tampone - ha osservato Pampanelli - Si è persa la visione generale della nostra comunità rispetto alle politiche industriali ed economiche. Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, infatti, - ha ricordato il segretario Fiom - hanno rilanciato una nuova fase di politiche tese a disegnare un nuovo modello di sviluppo della regione”.

Importante, poi, il passaggio di Pampanelli sul tema (attualissimo) della sicurezza e dei morti sul lavoro, in forte aumento in Umbria: "Si muore di appalti e subappalti, si muore di lavoro nero e precario o costretti a lavorare in condizioni di rischio perché sottoposti al ricatto occupazionale - ha detto Pampanelli - Si muore di troppo lavoro o perché il lavoro non c’è. Si muore in acciaieria, come nei campi”. "E - secondo il segretario Fiom - c’è un filo rosso che collega i morti in fabbrica a quelli del ponte Morandi a Genova, che passa dai terreni di Rosarno per giungere ai migranti che solcano il Mediterraneo: si chiama profitto”.

In conclusione del suo intervento Pampanelli ha voluto richiamare la recente Marcia della Pace Perugia-Assisi, alla quale hanno partecipato decine di migliaia di donne e uomini. "I colori, le bandiere, i canti di migliaia e migliaia di persone che camminano verso la rocca di Assisi, questo siamo noi. Siamo il popolo in piazza a Milano contro odio e razzismo. Siamo il popolo di Riace e Rosarno. Siamo tutte le piazze che in questi anni la Fiom ha riempito per il lavoro, l’uguaglianza e la giustizia. Noi siamo un bracciante di Cerignola che non si sottomette alla miseria, che dalla sua terra arsa organizza il cambiamento. Noi siamo Di Vittorio, noi siamo la Cgil”.

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