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Ristorazione in ginocchio, le proposte per ripartire: "Apertura fino alle 23, azzeramento Tari e Imu e cassa integrazione rapida"

Il direttore regionale dell'Inps: "Per l’anno 2021, fino ad oggi, sono pervenute ed autorizzate 2.694 domande per 657mila 951 ore". L'assessore Fioroni ha ricordato il bando regionale Re-Start per gli aiuti alle imprese

Appena quattro mesi di lavoro in un anno. E' la condizione in cui si sono venuti a trovare quanti lavorano nel settore della ristorazione a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19.

I rappresentanti di associazioni di operatori del settore, lavoratori, titolari di attività, l’assessore regionale Michele Fioroni ed il direttore regionale Inps dell’Umbria, Fabio Vitale hanno partecipato, in videoconfernenza e in numero ristretto nella sala Brugnoli, alla riunione della Seconda Commissione, presieduta da Valerio Mancini.

I ristoratori hanno presentato un documento con una serie di richieste definite "indispensabili per la ripartenza". Si inizia con l'apertura fino alle 23 nel rispetto delle norme di sicurezza; programmazione delle aperture con almeno una settimana di anticipo;
tempestività nei pagamenti di ristori/sostegni; aumento e proroga della Cassa integrazione fino a ripartenza certa e regolare attività; riduzione Imu per 2021; azzeramento Tari nei mesi di mancata attività; proroga esenzione pagamento del suolo pubblico fino a termine emergenza; sostegno e ricalcolo contratti di affitto; esenzione/riduzione del pagamento annuale dell’abbonamento
Siae; agevolazioni per l’assunzione di personale qualificato per combattere la svalutazione del lavoro e l’aumento del mercato nero; proroga e miglioramento di tutte le attività a sostegno del reddito messe in essere durante l’emergenza; indennizzo per le spese compiute dalle attività negli anni 2020 e 2021 finalizzate all’applicazione dei protocolli di sicurezza; riduzione dell’Iva al 4 per cento su tutto il comparto Ho.Re.Ca.; politiche per il rilancio del turismo; consentire il regolare servizio nell’area esterna degli esercizi; sostegno aggiuntivo per le attività con prestiti in essere; esenzione dal pagamento della tassa su pubblicità/insegna; riduzione
degli obblighi contributivi sia dei dipendenti che dei titolari degli esercizi; agevolazioni e/o sgravi per l’assunzione e la reintegrazione di lavoratori over 50.

L’assessore Fioroni ha ricordato che "per l’abbattimento di Tari e occupazione del suolo pubblico il Governo deve prevedere risorse per i Comuni" e che la Regione ha messo a disposizione lo strumento finanziario Re-Start per intervenire sulla liquidità, oltre a nuove forme di intervento che prevedono l’utilizzo di fondi comunitari.

Il direttore regionale dell’Inps, Fabio Vitale ha assicurato che l'ente "dell’Umbria è in assoluta correttezza con i pagamenti delle casse integrazioni in generale. Rispetto al 2020, alla categoria Ateco ristorazione – ha spiegato - sono state autorizzate 8.526
domande per complessivi 2milioni 791 mila ore. Respinte per problemi tecnici (causali errate) 217 domande, ma poi regolarmente pagate. Per l’anno 2021, fino ad oggi, sono pervenute ed autorizzate 2.694 domande per 657mila 951 ore".

Il presidente Mancini si è impegnato a predisporre un documento unitario di indirizzo (proposta di risoluzione) da porre al voto dell’Aula e da consegnare a tutti i parlamentari eletti in Umbria per mettere in campo tutti gli interventi necessari "per dare risposte concrete ad un settore".

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