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Coronavirus, a Città di Castello gli 'archimedi' del lockdown: ecco il robot che sanifica i locali

Disinfezione basata sull’utilizzo della luce ultravioletta per il macchinario inventato da due ingegneri tifernati. Il sindaco tifernate Bacchetta: "Complimenti"

Gli 'archimedi' del lockdown. Così Città di Castello ha ribattezzato i due ingeneri tifernati Giancarlo Caldari (58 anni) e Giovanni Giogli (60 anni), titolari della Futura Engineering SRL. In poco meno di mesi infatti l'azionenda,, con esperienza pluridecennale nella robotica e automazione industriale in svariati settori produttivi, ha progettato e realizzato 'Futura Steryl King', un robot con dispositivo di sterilizzazione mobile capace di spostarsi all’interno degli spazi di locali pubblici o privati del settore sanitario, della grande distribuzione, di aziende, uffici, portando 'in groppa' le lampade che emettono la radiazione UVC.

L’esistenza della tecnica di disinfezione basata sull’utilizzo della luce ultravioletta è una tecnica nota sia per la sanificazione di oggetti o superfici sia per la loro sterilizzazione. La luce ultravioletta, invisibile all’occhio umano, ha tre bande di frequenza - UVA, UVB e UVC - tutte presenti nello spettro solare. Mentre UVA e UVB arrivano abbondanti sulla terra, sia pure filtrati dall’atmosfera, gli UVC sono filtrati dallo strato di ozono, presente nell’atmosfera, che ci protegge dagli effetti di questa radiazione. La radiazione nella banda degli UVC tipicamente 275nm ha la caratteristica che spezza i legami della catena proteica del DNA uccidendo le forme di vita come batteri, muffe, alghe, organismi monocellulari. Lo stesso effetto avviene interagendo sul RNA di un virus come il COVID-19 che danneggiato dal distacco di parti della sequenza perde la capacità di infettare la cellula umana.

È solo questione di densità di energia della radiazione UVC. L’effetto si ottiene irradiando le superfici e gli oggetti con una potenza luminosa adeguata per un certo tempo. Storicamente questa caratteristica della luce ultravioletta è stata utilizzata per sterilizzare l’acqua (autoclavi, serbatoi, piscine, sistemi di filtrazione, depuratori) e per l’aria (sistemi di condizionamento, camere bianche per l’industria farmaceutica, medicale o dei semiconduttori). La necessità di irradiare vaste superfici su locali di medie o grandi dimensioni ha stimolato la fantasia e l’idea di montare delle lampade su un carrello manuale o automatico.

“La pausa forzata della chiusura da pandemia e la conoscenza approfondita di tecnologie avanzate e dei sistemi disponibili sul mercato ci ha permesso in poco più di un mese di sviluppare il nostro prodotto - precisano con un pizzico di orgoglio gli ingegneri Caldari e Giogli -. Il robot mobile che abbiamo scelto è un prodotto industriale affidabile, affermato che muoveva i suoi primi passi circa un decennio fa. Abbiamo assistito ai primi passi; fu presentato in anteprima ad una fiera di robot e sistemi di visione a Chicago e lo abbiamo 'tenuto d’occhio' fino a quando, dal 2015, abbiamo avuto la possibilità di averlo a disposizione anche in Italia utilizzandolo per varie applicazioni. È un prodotto che ha un valore e quindi il dispositivo che abbiamo realizzato non si colloca in concorrenza diretta con quelli manuali o portatili reperibili anche su negozi online, ma per applicazioni più impegnative e di livello più alto. Il suo habitat naturale è quello ospedaliero e sanitario ma in Italia tutti sanno quanto sia difficile avere accesso a quell’ambiente”.

Altri ambiti di utilizzo sono la grande distribuzione, le linee di produzione alimentari, farmaceutiche, cosmetiche, impianti sportivi, palestre. In ambienti particolarmente critici come l’industria alimentare, in aggiunta ai normali sistemi obbligatori di sanificazione, l’utilizzo del sistema UVC garantisce la sterilizzazione al massimo livello. Proprio al termine degli ultimi test operativi nella mattina di ieri (sabato 4 luglio) il sindaco tifernate Luciano Bacchetta ha fatto visita al laboratorio dell’azienda e si è congratulato con i due ingegneri per la loro realizzazione che potrebbe avere importanti utilizzi proprio sul versante del contenimento e prevenzione della diffusione della pandemia. “Un'ulteriore testimonianza della straordinaria capacità di inventare, progettare e realizzare sistemi e macchinari innovativi come nel caso di questo robot avveniristico che premia la caparbietà e la capacità degli ingegneri Caldari e Giogli, espressione del tessuto imprenditorale e manageriale altotiberino e tifernate che in diversi settori produttivi si ritaglia spazi autorevoli nei mercati nazionali ed internazionali. Il made in Città di Castello è anche questo - ha concluso il primo cittadino -. Complimenti”.

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