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Niente Tari per le attività chiuse causa Coronavirus e garanzia dello Stato per i mancati introiti

Il presidente dell'Auri, Antonino Ruggiano: "Servono misure per garantire la continuità del servizio di igiene urbana"

L'Autorità umbra per rifiuti e idrico ha avanzato due richieste allo Stato: copertura della mancanza di gettito della tariffa dei rifiuti proveniente dalle utenze non domestiche che sono state costrette a tenere chiuse le attività ed esclusione della Tari per attività economico produttive chiuse per legge o comunque chiuse a seguito della situazione emergenziale. E' quanto afferma il presidente dell’Auri Antonio Ruggiano indicando che tali richieste siano inserite in uno dei prossimi provvedimenti legislativi legati all’emergenza in atto.

"La tenuta dei conti del servizio – ha spiegato Ruggiano – risulterà assolutamente necessaria, al fine di garantire il servizio essenziale di raccolta dei rifiuti urbani. Tale proposta è necessaria per non far ricadere sulle altre utenze domestiche e non domestiche, sui bilanci comunali, nonché sui gestori del servizio il minor gettito derivante dal possibile mancato pagamento della Tari di dette attività e dei possibili contenziosi che potrebbero sorgere a seguito della chiusura di tali attività".

In particolare, il presidente dell’Auri ha avanzato una proposta normativa per cui la Tari non sia dovuta "dalle attività economiche e produttive per il periodo di chiusura imposto dal Dpcm dell’11 marzo 2020 e sue successive proroghe. L’esenzione si applica alle attività economiche indicate dal Dpcm dell’11 marzo 2020, nonché alle attività economiche chiuse nel medesimo periodo a causa della situazione emergenziale in atto. Al fine di garantire la continuità del servizio di igiene urbana, il minor gettito […] viene rimborsato dallo Stato ai Comuni […] tramite l’istituzione di un apposito fondo".

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