Coronavirus, la protesta dei commercianti: "Chiedevamo meno burocrazia e tasse tagliate. Non prendeteci in giro"

Marco Priore (Arte del gelato): "Le prospettive future immediate e prossime sono catastrofiche. Neanche le linee guida sono pronte. Per riaprire mi sono organizzato secondo coscienza"

Un lenzuolo affisso sulla vetrina dell’attività commerciale chiara e sintetica: “Fintela di prenderci in giro”. La protesta è stata messa in atto da Marco Priore dell’Arte del gelato di Ponte San Giovanni a Perugia.

I motivi della protesta?

“I miei motivi credo siano gli stessi di milioni di cittadini e di lavoratori autonomi e dipendenti”.

Immagino siano legati agli interventi governativi in relazione all’emergenza sanitaria e alla crisi economica?

“Non solo. C’è anche un’altra problematica, cioè quella relativa alle linee guida che nessuno ci ha dato. Sul promettere di continuo anche cose che sappiamo tutti essere a volte impossibili da mantenere”.

Come commerciante cosa avrebbe voluto che facessero le istituzioni?

“Avrei sperato non in una sospensione delle tasse, ma in un anno bianco. Avrei sperato di dover pagare bollette al netto delle tasse. Avrei sperato non in un prestito quasi obbligato, che corrisponde ad un indebitamento ulteriore atto solo ad assolvere i pagamenti delle tasse. Avremmo voluto, finalmente, una riduzione della burocrazia. E più che altro credo che non avremmo voluto essere presi in giro. Le prospettive future immediate e prossime sono catastrofiche. Penso anche ai 600 euro, dati a tutti i richiedenti anche a coloro che hanno comunque lavorato. È stato un contentino che non ha risolto nulla a nessuno. Secondo l’Inps doveva individuare i soggetti più bisognosi e magari ridurre il numero dei beneficiari, ma aumentare la cifra”.

Come si è organizzato per riprendere l’attività commerciale?

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“Mi sono organizzato secondo coscienza. Pareti in plexiglass lungo tutta l'area di servizio, con la creazione di un percorso obbligato, gel a disposizione, sanificazione continua, obbligo di entrare con mascherine e per ora non vendo coni gelato per evitare eventuali assembramenti. Ho messo i cartelli con avvisi all’ingresso e una lavagna fuori, con i gusti in modo da poter scegliere già da fuori e limitare la sosta all'interno della gelateria”.

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