Coldiretti, il blocco a ristoranti e bar si riflette pesante anche su vino e agroalimentare: "Crollo del made in Umbria"

Si stima una importante perdita di fatturato per le mancate vendite di cibo e bevande

La chiusura anticipata, imposta dal Governo e contestata da associazione di categorie e Regioni, alle 18 della ristorazione con il crollo delle attività di bar, gelaterie, pasticcerie, trattorie, ristoranti e pizzerie ha già un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare locale. Si stima una importante perdita di fatturato per le mancate vendite di cibo e bevande. 

"Un drastico crollo dell’attività che - ha sottolinea Albano Agabiti presidente Coldiretti Umbria - pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Le limitazioni alle attività di impresa devono prevedere - afferma Agabiti - un adeguato sostegno economico lungo tutta la filiera e misure come il taglio del costo del lavoro con la decontribuzione protratta anche per le prossime scadenze superando il limite degli aiuti di Stato, insieme ad interventi rapidi a fondo perduto per agriturismi e ristoranti per incentivare l’acquisto di prodotti alimentari Made in Italy".

Coldiretti chiede alla grande distribuzione di privilegiare sugli scaffali prodotti Made in Italy-Made in Umbria duramente colpiti dalla chiusura anticipata alle 18 della ristorazione, con un effetto negativo a cascata sull’agroalimentare. 
 

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