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Immagine d'archivio e generica

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Alberghi e turismo, Fittuccia: “Una situazione economica e finanziaria ormai al limite”

"Urgente incontro con la Regione, ecco le priorità" tuona il presidente Federalberghi Umbria Confcommercio che ha chiesto un urgente confronto all’assessore al turismo per trovare soluzioni che permettano alle imprese di sopravvivere

In Umbria, il 16,4% degli alberghi è ancora chiuso dal primo lockdown. A questa percentuale si aggiunge un 39,3% di strutture chiuse dall’autunno. Non sono solo i freddi numeri a descrivere le ripercussioni che la crisi epidemiologica ha riversato sul mondo delle imprese, settore turistico incluso. “Una situazione economica e finanziaria ormai al limite”, tuona il presidente Federalberghi Umbria Confcommercio, Simone Fittuccia, che ora ha chiesto un urgente confronto all’assessore al turismo Paola Agabiti, per trovare soluzioni immediate che permettano alle imprese di sopravvivere alla prolungata emergenza, ma anche per impostare un programma a lungo respiro per il rilancio del settore non appena l’emergenza sanitaria sarà terminata. Tra le priorità ci sono la mancanza di liquidità e linee di credito speciali, eccesso di oneri fiscali e previdenziali e le imposte locali che continuano a correre nonostante le imprese siano ferme.

“Sappiamo benissimo che parlare di rilancio turistico oggi, con una situazione sanitaria che purtroppo ha posto drammaticamente l’Umbria alla ribalta della cronaca, può sembrare inopportuno – chiarisce Fittuccia in una nota - Eppure, è oggi che dobbiamo lavorare concretamente per essere pronti, domani, a ripartire con il piede giusto. Magari immaginando ipotesi progettuali diverse a seconda degli scenari che si prospetteranno nel medio periodo”.

Fittuccia si sofferma anche sui ritardi “inspiegabili” sui tempi di erogazione delle risorse economiche per supportare anche questa fetta di settore economico e le incertezze legate al futuro della cassa integrazione, “che ha consentito di non disperdere finora il patrimonio di risorse umane legate al comparto”. Ma il presidente ha raccolto anche i malumori di vari imprenditori sul problema della tassazione locale che persiste nonostante la chiusura delle imprese a causa della pandemia.

“Dobbiamo organizzare azioni strutturate con misure e progetti che aumentino la capacità competitiva del sistema turistico e ricettivo dell’Umbria, per recuperare anche il gap che la nostra regione si porta dietro da anni e, allo stesso modo, generare quel minino di fiducia e speranza di cui tutte le imprese hanno estremo bisogno”.

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