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Tradizione, ospitalità ed enogastronomia, la forza degli agriturismi umbri contro il Coronavirus

Coldiretti e Terranostra Umbria: "Pronti ancora una volta a garantire produzioni sempre più strategiche per la collettività e per l’economia"

L’emergenza sanitaria e sociale ha colpito il comparto dell'agroalimentare che in Umbria conta 1.402 strutture, con 417 dedite alla ristorazione, 236 alla degustazione e 1.172 ad altre attività. Un agriturismo su cinque (255) si trova in montagna, mentre il 47 per cento è gestito da donne. I posti letto sono 24.212, mentre quelli a tavola sono 13.840.

Sono i dati che definiscono il sistema che ruota attorno all'agricoltura, all'agroalimentare e al settore dell'agriturismo e di cui si è parlato nel corso di un webinar organizzato da Coldiretti e Terranostra Umbria dal titolo “La resilienza degli agriturismi umbri al tempo del covid!”.

Gli operatori del settore si sono detti preoccupati perché l'emergenza pesa e anche se gli agricoltori sono "resilienti", e l'Umbria lo ha dimostrato anche con quanto avvenuto e avviene nel post terremoto, "lo scenario attuale obbliga - ha spiegato Elisa Polverini vicedirettore Coldiretti Umbria e moderatrice dell’iniziativa - ad una valutazione sul futuro di un settore che ricopre un ruolo rilevante per il tessuto economico regionale".

Il 60% degli agriturismi italiani è impegnato nella vendita diretta, al centro della filiera corta di Campagna Amica. Ed è questo uno dei punti di forza. "La resilienza degli agriturismo umbri sarà in grado di trasmettere oggi più che mai, valori importanti come distintività, fiducia, esperienze e coerenza, in una sfida che sconvolge la vita delle persone e di tutto il tessuto economico - ha evidenziato Elisabetta Montesissa direttore nazionale di Terranostra - Gli agriturismi rappresentano un segmento basilare per la tutela e valorizzazione del nostro territorio, per l’ambiente e la comunità, con la pandemia che ha fatto emergere la forza delle rete, dei veri agriturismi, che sono innanzitutto aziende agricole che producono eccellenze ed allevano animali".

E se in questi mesi le strutture agrituristiche sono riuscite, grazie agli spazi aperti a loro disposizione, ad accogliere i turisti in tranquillità e sicurezza, "ci apprestiamo ora a vivere una nuova difficile condizione dopo un periodo di ripresa - ha affermato presidente nazionale di Terranostra Diego Scaramuzza - Continueremo a mettere in campo tutte le azioni possibili per sostenere attività che rappresentano un modello di turismo sostenibile grazie ai nostri primati sul piano ambientale ed enogastronomico".

Per il presidente regionale di Terranostra Elena Tortoioli "in un momento così complicato che ha cambiato il volto del turismo rurale, come Coldiretti e Terranostra proseguiremo nel nostro lavoro a fianco delle imprese agrituristiche" per tutelare "le tante aziende agricole impegnate in campo ricettivo e nella ristorazione" perché nel futuro "risulteranno vincenti quei sistemi di offerta che saranno rassicuranti nei confronti degli ospiti, sempre di più alla ricerca di esperienze e tipicità di aziende e territori, che sanno emozionare e far star bene".

Il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti ha tirato le fila del discorso sottolineando che "siamo in una situazione molto difficile, ma dai momenti di crisi nascono cambiamenti: è aumentato in questi mesi, l’attaccamento al territorio, al nostro lavoro, insieme alla percezione della strategicità della filiera agroalimentare per l’intera società. Abbiamo puntato in questa emergenza - ha concluso il presidente regionale Coldiretti - a tutelare con forza anche il settore agrituristico, rilanciando pure l’immagine della regione e la sua capacità di ospitalità".

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