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Terremoto, un anno dopo: dalle casette alle donazioni, tutti gli interventi

Dalla ricostruzione alla delocalizzazione delle attività: il rapporto della Protezione Civile dell'Umbria

Il rapporto della Regione Umbria a un anno dal terremoto del 30 ottobre del 2016. Secondo l’ultimo rapporto elaborato dalla Protezione civile regionale, sono state condotte 43.381 verifiche su edifici privati, 235 verifiche su edifici pubblici e 355 su edifici scolastici. Gli edifici danneggiati e non utilizzabili sono oltre 11mila.

Le persone ad oggi assistite sono 7.433 di cui: 526 cittadini (236 nuclei) in strutture ricettive; 376 in Sae (soluzioni abitative d’emergenza); 335 in container collettivi; 164 nei Mapre (moduli abitativi provvisori rurali d’emergenza); 5882 in autonoma sistemazione; 150 in soluzioni abitative ante sisma 2016.

Per quanto riguarda le “Sae”, ne sono state realizzate 370, di prossima realizzazione sono 79; entro fine anno saranno realizzate le restanti 309 per un totale di 758 (il 100%). Sono state progettate 3 tipologie di Sae accessibili per persone con disabilità; sono state valutate 192 persone con disabilità richiedenti Sae; sono state assegnate 102 Sae accessibili e personalizzate (pari al 13 per cento del totale) a Norcia, Cascia e Preci.

Per il settore zootecnico, sono state verificate 285 aziende con un bisogno rilevato in 192 aziende. Sono stati già tutti consegnati i 68 Mapre necessari, i 43 moduli sostitutivi delle stalle per i bovini da latte, i 33 per i bovini da carne, i 40 per gli ovicaprini, i 74 depositi/fienili e le 44 tettoie.

Per le misure e opere provvisionali di messa in sicurezza (beni culturali, beni comunali non culturali, uso scolastico, cimiteri, municipi) sono stati investiti 10 milioni e 750mila euro; altri 18 milioni di euro per interventi sulla viabilità.

Sono stati verificati 366 edifici scolastici, di cui 233 (il 63%) agibili; 94 (26%) sono risultati temporaneamente inagibile e per 45 di questi sono stati autorizzati dalla Regione 45 interventi urgenti (per un importo di 1 milione di euro) finalizzati alla riapertura immediata degli edifici lievemente danneggiati; sono 23 (6%) gli edifici parzialmente inagibili e 16 (5%) quelli totalmente inagibili. Cinque edifici sono stati oggetto di ricostruzione ex novo per l’anno scolastico 2017/2018 (due a Spoleto, uno a Perugia, uno a Foligno e uno a Giano dell’Umbria); i restanti 11 edifici sono ricompresi nel secondo stralcio del programma di interventi sugli edifici scolastici danneggiati.

I beni culturali mobili prelevati dalle chiese e dalle altre strutture inagibili sono circa 6mila e sono ricoverati al deposito per la messa in sicurezza dei beni culturali a Santo Chiodo di Spoleto.

Quanto alla delocalizzazione provvisoria delle attività produttive, sono state presentate 350 domande. Sono state consegnate 24 strutture per attività commerciali e 20 per attività professionali a Norcia, 2 per attività di insacchettatori a Castelluccio di Norcia, 6 per attività commerciali a Cascia.

Per l’attività di ricostruzione, alla data del 16 ottobre 2017, sono state presentate 162 domande per la ricostruzione leggera (abitativo e produttivo, danno lieve); 5 per la ricostruzione pesante di abitazioni e 63 per edifici a uso produttivo.

Le donazioni in denaro raccolte con il numero solidale 45500 e attraverso il conto corrente bancario aperto a favore delle popolazioni terremotate sono state così suddivise: 1 milione di euro per dotazioni e apparecchiature per la scuola; 3 milioni e 100mila euro per i centri di comunità, 520mila euro per il restauro di beni culturali mobili, per un totale di 4.620.000 euro raccolti. 

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