Violenta e prende a morsi la fidanzata, congolese condannato a quattro anni

La sentenza è stata letta oggi, 8 luglio, davanti all'imputato che è tornato immediatamente in cella. A emettere il verdetto il gup Lidia Brutti

La sentenza è arrivata oggi, 8 luglio. Quattro anni e quattro mesi di reclusione e trentamila euro di risarcimento per il congolese Koko Kimamba. A emettere il verdetto il gup Lidia Brutti, davanti all’imputato che si trovava in aula al momento della lettura del verdetto. L’uomo è stato immediatamente riaccompagnato in cella.

I fatti - Ogni parte del corpo ricoperta di morsi. Sulle guance, spalle, persino su un ginocchio. Un corpo tumefatto da segni di denti e cazzotti. Una scena da Thomas Harris, creatore di Hannibal Lecter. Ma questa storia non è né la trama di un libro e né il copione di un film. Questo è l’incubo vissuto da una studentessa, letteralmente massacrata prima, e seviziata poi, dal suo fidanzato, K.K.C.

E’ il maggio del 2013. È notte. In via Eugubina tutto tace. Ma dentro in uno di quei appartamenti c’è chi non riesce più neanche a muoversi. Traumatizzata e sotto choc attende che lui, il mostro, si addormenti. È troppo ubriaco, infatti, per restare di veglia. Lei scivola dal letto, coperto di sangue. Digita un numero, quello dei carabinieri, e con un sibilo di voce, racconta l’accaduto.

I militari si fiondano sul posto. Ad aprire la porta è la stessa ragazza, tumefatta in viso e devastata nell’anima. Lui dorme, ignaro delle manette che tra poco gli circonderanno i polsi. Sarà lei a raccontare i dettagli di una vicenda raccapricciante.

I morsi sono ovunque, come se prima di violentarla, le avesse strappare pezzi di pelle. Lo zigomo è tumefatto, si scoprirà poi che le ha causato una frattura scomposta con un pugno. Anche il naso è gonfio e perde sangue. Lo stesso sangue che è presente sul lenzuolo, sui cuscini e sul pavimento. Ma loro erano fidanzati da più di un anno. Lei giovane studentessa perugina 20enne piena di aspirazioni. Lui congolese 22enne con qualche furtarello da dover giustificare. Non era le prima volta che alzava le mani, ma alla fine lei era sempre tornata nella speranza che lui cambiasse.

Per il giovane difeso dall’avvocato Francesco Areni, è stato chiesto il rito abbreviato e martedì prossimo molto probabilmente arriverà la sentenza. A seguire le indagini passo per passo il giudice Gemma Miliani.

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